Dal magazine – edizione marzo/aprile 2026
Secondo il “Libro Bianco Valore Acqua per l’Italia 2024”, il nostro Paese è al quinto posto in Europa per quota di territorio esposto a siccità severo-estrema (13,2%) e, parallelamente, si conferma tra i più idrovori del Continente. In un contesto del genere, la gestione efficiente delle reti acquedottistiche rappresenta una priorità. Per questo motivo, il PNRR ha posto al centro della pianificazione per il settore idrico quattro pilastri fondamentali: riduzione delle perdite, efficientamento energetico, digitalizzazione delle reti e introduzione di sistemi evoluti di telecontrollo.
Il problema molisano
Per raggiungere gli obiettivi del PNRR, GRIM Molise, gestore unico del Servizio Idrico Integrato sull’intero territorio regionale, si è trovato nella necessità di intervenire sulla rete acquedottistica con un approccio integrato. L’obiettivo era lavorare contemporaneamente sull’infrastruttura fisica e sul sistema digitale, affrontando le principali criticità strutturali e gestionali. Tra queste: la presenza di perdite idriche distribuite e non completamente quantificate, con punte superiori al 50%; l’assenza di una distrettualizzazione sistemica; la disomogeneità del monitoraggio di portate e pressioni; la mancanza di una modellazione idraulica integrata; una limitata centralizzazione dei sistemi di telecontrollo e una diffusione ancora insufficiente dello smart metering su larga scala. In assenza di un intervento strutturato e coordinato, GRIM sarebbe stata esposta a rischi significativi. Sul piano economico e istituzionale, avrebbero potuto emergere criticità quali il mancato raggiungimento dei target PNRR relativi alla riduzione delle perdite, la possibile scomparsa o rimodulazione dei finanziamenti pubblici, nonché un aumento dei costi energetici legati a sovra pompaggi e inefficienze, insieme a maggiori oneri connessi al ciclo di vita degli impianti. Dal punto di vista operativo, il gestore avrebbe inoltre dovuto affrontare la persistenza di perdite occulte non quantificate, l’impossibilità di realizzare bilanci idrici affidabili, difficoltà nella pianificazione degli interventi e, più in generale, una gestione di tipo reattivo, basata sulla risposta alle emergenze piuttosto che su una pianificazione predittiva. Sotto il profilo ambientale e reputazionale, i rischi sarebbero stati legati allo spreco di una risorsa sempre più scarsa, a un impatto negativo sugli obiettivi di sostenibilità e a una possibile perdita di fiducia da parte dei cittadini. Senza digitalizzazione e distrettualizzazione, il sistema non sarebbe stato in grado di evolvere verso un modello gestionale moderno, efficiente e sostenibile.
La soluzione di Aquanexa
GRIM aveva bisogno di una trasformazione strutturale del proprio modello gestionale. Tale processo prevedeva la progettazione e l’implementazione della distrettualizzazione su 3.463 km di rete, il rilievo delle infrastrutture e la loro rappresentazione in ambiente GIS, a supporto dell’asset management, nonché il potenziamento del sistema di monitoraggio tramite l’installazione di circa 1.000 datalogger, più di 2.000 nuovi sensori e tra 150 e 200 valvole di regolazione della pressione. Parallelamente, il piano includeva l’implementazione di una piattaforma SCADA centralizzata in cloud e la realizzazione di una rete di telecomunicazione regionale basata su tecnologia Lo- RaWAN. A questi interventi si aggiungevano la messa in opera di 165.000 smart meter a ultrasuoni, la modellazione idraulica della rete e l’integrazione dei nuovi sistemi con le piattaforme gestionali e di fatturazione. Aquanexa, con il supporto del partner locale ATENA S.r.l., ha sviluppato per GRIM un ecosistema tecnologico integrato, progettato per garantire coerenza e continuità tra le fasi di progettazione, installazione e gestione dei dati.
“Intervenire su una rete estesa e in parte vetusta – afferma il riferimento di progetto di ATENA S.r.l. – significa conoscere a fondo il contesto infrastrutturale locale. La collaborazione tra competenze tecnologiche e presidio territoriale è stata determinante per rispettare tempi e obiettivi.”
L’intervento è stato strutturato attorno a cinque pilastri principali:
- Rilievo e GIS
- Distrettualizzazione
- Sensoristica e controllo delle pressioni
- Smart metering
- SCADA centralizzato.
Il progetto è stato affidato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (ATI) guidato da IDEA S.r.l., società del gruppo Aquanexa specializzata nella digitalizzazione delle reti idriche, nei sistemi di telecontrollo e nell’integrazione tra infrastrutture fisiche e digitali. Un elemento chiave del progetto ha riguardato l’integrazione con i sistemi già presenti presso altri operatori regionali, tra cui Molise Acque ed EGAM. L’interoperabilità tra piattaforme, PLC, RTU e sistemi di telecontrollo ha consentito di centralizzare i dati su un’unica piattaforma SCADA, garantire la continuità operativa senza la dismissione dei sistemi preesistenti, valorizzare gli investimenti e costruire un ecosistema digitale regionale integrato.
“La sfida era duplice – ha dichiarato Pasquale Talento, CEO di IDEA – rispettare gli obiettivi PNRR e, allo stesso tempo, creare una piattaforma aperta, scalabile e pronta per l’evoluzione futura del servizio idrico molisano. Non abbiamo progettato solo per oggi, ma per i prossimi 15/20 anni.”
Tempi e fasi operative
Il progetto, avviato alla fine di gennaio 2024, è stato articolato in step progressivi e integrati, con l’obiettivo non solo di realizzare le opere previste, ma di avviare una vera e propria trasformazione del modello gestionale. La prima fase, di analisi, ha previsto il rilievo dettagliato delle reti esistenti, la loro digitalizzazione e rappresentazione in ambiente GIS, la raccolta dei dati preliminari relativi a portate, pressioni e principali criticità, nonché la costruzione e il progressivo aggiornamento del modello idraulico della rete. Successivamente sono state portate avanti le attività di progettazione della distrettualizzazione, che hanno incluso la suddivisione della rete in distretti idraulici, l’individuazione dei punti strategici di misura, la definizione delle aree prioritarie di intervento e la pianificazione dell’installazione delle valvole di regolazione della pressione. Sulla base di questa progettazione si è proceduto all’installazione delle infrastrutture di campo (datalogger, sensori di portata, pressione e livello e valvole di controllo della pressione) nonché alla realizzazione della rete di telecomunicazione regionale LoRaWAN. Parallelamente è stata avviata l’implementazione del sistema di smart metering, l’attivazione dell’acquisizione oraria dei dati di consumo e l’integrazione con il sistema di fatturazione. Per la gestione centralizzata delle informazioni è stata quindi configurata una piattaforma SCADA in cloud basata su WinCC Open Architecture, successivamente integrata con il sistema GIS, con i dispositivi di campo esistenti (PLC, RTU e datalogger) e con i sistemi gestionali. La piattaforma è stata inoltre arricchita con dashboard di monitoraggio dei KPI, sistemi di allarme e reportistica avanzata, oltre a moduli dedicati all’energy management. L’ultima fase ha riguardato la messa a sistema e l’ottimizzazione complessiva della piattaforma, che oggi opera con monitoraggio H24, meccanismi di validazione dei distretti tramite bilanci idrici, funzionalità per la ricerca e la riparazione delle perdite e strumenti per l’ottimizzazione progressiva delle pressioni. Il progetto, quindi, non si è limitato alla realizzazione delle opere previste dal PNRR, ma ha posto le basi per un modello di gestione evoluto, predittivo e data-driven, orientato alla sostenibilità e all’efficienza nel lungo periodo.
“Digitalizzare una rete è solo il primo passo – spiega Carmelo Puglia, CEO di Gest IoT –. La vera trasformazione avviene quando il dato entra nei processi operativi. Il nostro lavoro è stato quello di collegare tecnologia e gestione, affinché le informazioni prodotte dal sistema diventassero strumenti concreti di pianificazione, manutenzione e controllo”.
Elementi che hanno fatto la differenza
Il valore del progetto non risiede soltanto nel numero di dispositivi installati, ma soprattutto nella capacità di integrare infrastruttura fisica, piattaforme digitali e processi gestionali in un unico ecosistema operativo. L’intervento ha infatti prodotto risultati concreti e misurabili, tra cui la riduzione delle perdite fino al 37%, il recupero di oltre 12 milioni di m³ di acqua all’anno e la diminuzione dei consumi energetici, con un risparmio stimato di circa otto milioni di euro annui. Il sistema consente inoltre il monitoraggio continuo di oltre 214.000 utenze, la disponibilità di dati orari per la realizzazione di bilanci idrici puntuali e la completa centralizzazione del controllo degli impianti. Nel complesso, il progetto ha reso possibile il passaggio da un modello di gestione reattivo a uno predittivo e data-driven. In questo modo il dato non rimane una semplice informazione tecnica, ma diventa uno strumento decisionale a supporto della gestione e della pianificazione.
“Ridurre le perdite – afferma Massimo Saluppo, Presidente di GRIM – ottimizzare i consumi energetici e monitorare oltre 200.000 utenze significa cambiare radicalmente il modo di gestire il servizio idrico. Aquanexa ha portato metodo e visione sistemica, trasformando un progetto infrastrutturale in una vera evoluzione gestionale, dove il dato guida le decisioni operative.”