10/03/2026
Servizi a Rete

Cresce la rete di ricarica delle auto elettriche in Italia

La rete italiana di ricarica per le auto elettriche cresce. E fa meglio di Paesi avanzati sulla e-mobility come Francia, Germania e Regno Unito, anche se non mancano le criticità. È quanto emerge dallo studio Le infrastrutture di ricarica a uso pubblico in Italia, alla sua settima edizione, realizzato da Motus-E in collaborazione con GSE e RSE. L’analisi annuale sul 2025 rileva la presenza di 73.047 punti di ricarica installati sul territorio nazionale, dei quali 8.656 posati nel corso dell’anno e 2.775 installati solo nell’ultimo trimestre 2025. Insieme alle colonnine totali, cresce la quota delle installazioni ad alta e altissima potenza: il 62% dei punti di ricarica messi a terra nel 2025 è di tipo veloce e ultraveloce, a fronte del 47% di share del 2024.

Avanza, ma a rilento, l’infrastrutturazione delle autostrade

Progressi ci sono anche nell’infrastrutturazione della rete autostradale, nonostante i gravi ritardi nella predisposizione e pubblicazione dei bandi di gara da parte di diversi concessionari autostradali, che si sono riflessi nel mancato raggiungimento dei target previsti dal Regolamento europeo AFIR (centrati al 90%), che fa temere il rischio dell’apertura di una procedura d’infrazione. Sulle autostrade risultano installati 1.374 punti di ricarica, dei quali il 62% con potenza superiore ai 150 kW, rispetto ai 1.087 registrati a fine 2024. Considerando anche i punti di ricarica entro 3 km dalle uscite autostradali, il totale sale a 4.170 punti.

La situazione per macroaree

Guardando alla distribuzione per macroaree, al Nord, dove i veicoli elettrici sono più diffusi, si concentra il 59% dei punti di ricarica a uso pubblico complessivi, al Centro il 19% e al Sud il 22%. A guidare la classifica la Lombardia con 15.836 punti, davanti a Piemonte (6.981), Lazio (6.975), Veneto (6.700), Emilia-Romagna (5.927) e Campania (4.969). Mentre tra le città è in testa Roma, con 3.973 punti, davanti a Milano (3.375) e Napoli (2.277). La classifica cambia però se si considera il numero di punti di ricarica per km² di superficie: in questo caso sul gradino più alto del podio sale Napoli con 19,5 punti ogni km², seguita da Milano (18,6 punti ogni km²) e Torino (poco meno di 9,3 punti ogni km²).

Criticità da superare

«La notevole espansione della rete testimonia ancora una volta l’impegno degli operatori del settore, costretti a muoversi in un contesto a dir poco sfidante», ha commentato il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, soffermandosi sulle criticità del comparto: «l’anomalo ritardo dell’Italia nell’adozione dei veicoli elettrici, con una quota di mercato pari a un terzo della media Ue, e le difficoltà di carattere normativo, regolatorio e autorizzativo, che complicano ulteriormente il lavoro a chi si sta assumendo il rischio di dotare il Paese di un’infrastruttura strategica, con investimenti che risultano difficilmente sostenibili, considerando i tassi di utilizzo attuali dell’infrastruttura”.

Tra le priorità da affrontare resta il tema delle procedure autorizzative e delle difficoltà di collegamento alla rete da parte dei distributori locali, che si concretizzano in un 15% di infrastrutture installate dagli operatori ma non accessibili al pubblico. Un valore in calo rispetto al 18% del 2023 e al 16% del 2024, ma che con adeguati correttivi potrebbe essere ulteriormente migliorato.

I primati italiani

Lo studio confronta anche i progressi dell’Italia con quelli degli altri major market europei. Con 1 punto di ricarica a uso pubblico ogni 6 auto elettriche immatricolate, l’infrastruttura italiana si conferma davanti a quelle di Francia (1 punto ogni 8,3 auto elettriche), Germania (1 punto ogni 10,7 auto elettriche) e Regno Unito (1 punto ogni 16,6 auto elettriche). Un primato che il Paese conserva anche considerando solo i punti di ricarica veloci in corrente continua: Italia (1 punto DC ogni 25,7 auto elettriche), Francia (1 punto DC ogni 38,7 auto elettriche), Germania (1 punto ogni 42,7 auto elettriche) e Regno Unito (1 punto ogni 80,1 auto elettriche). L’Italia è in evidenza anche per numero di punti di ricarica rispetto alla lunghezza totale della rete stradale, con una media di 1 punto di ricarica ogni 4 km di strade, al pari di Germania e Regno Unito, davanti alla Francia (1 punto ogni 6 km). Infine, lo studio identifica cinque punti sui quali intervenire per tenere il Paese al passo con l’innovazione: riduzione dei costi dell’energia per gli operatori, interventi normativi per semplificare le connessioni, copertura totale delle reti autostradali e una governance e pianificazione più centralizzate.

Ti potrebbero interessare anche

Ricevi le nostre ultime news

Iscriviti alla nostra newsletter

Richiedi abbonamento

Compila i campi per richiedere il tuo abbonamento alla rivista Servizi a Rete