10/10/2016
Servizi a Rete

Continua la contesa tra Acea e Cassino


Prosegue la “contesa dell’acqua” fra il Comune di Cassino e Acea. Oggetto del contendere è la gestione dell’acquedotto civico della città, che per 13 anni il Comune non ha mai voluto cedere.
Lo scorso maggio la questione sembrava finalmente conclusa, con la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato, che definiva il passaggio dei documenti ad Acea Ato 5. Ma anche allora nulla si è mosso ed è stato necessario scomodare un commissario ad acta nominato dalla prefettura che subentrasse all’ente nella consegna dell’acquedotto. La svolta lo scorso 16 settembre, quando il dirigente del settore ambiente e patrimonio del Comune ha comunicato alla società che tutto era pronto.
Tre giorni più tardi, Alessandro Zanobini, direttore generale della società e Giselle Greco, responsabile amministrazione e commerciale, hanno fatto visita al Comune dove sono stati loro consegnati il supporto informatico in cui sono archiviate tutte le utenze comunali, la documentazione e le informazioni necessarie sia per la predisposizione degli atti propedeutici al trasferimento degli impianti sia per armonizzare le tipologie contrattuali esistenti con quelle future stabilite dall’Ato. Ma non le chiavi, per via di un’ordinanza del sindaco. Il primo cittadino di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, ha emesso un’ordinanza con la quale impone agli uffici comunali di continuare la gestione del servizio idrico fino a quando la società privata non avrà mostrato di avere le risorse idropotabili da immettere negli impianti di cui, ora, è titolare. Atto giustificato con esigenze di tutela igienico-sanitaria e che Acea ora si appresta a contestare al Tar.

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