Andrea Sbandati – Consulente, GREENREPORT
La comunicazione sul tema “acqua” risente della forte frammentazione degli attori che si occupano di risorse idriche in Italia. In generale manca una comunicazione “olistica” sul ciclo dell’acqua nel suo insieme e prevale quindi una comunicazione settoriale: servizio idrico integrato, difesa del suolo e rischio idraulico, emergenze idriche (alluvioni e siccità), inquinamento.
Negli ultimi tempi la percezione pubblica si sta concentrando sui temi dei cambiamenti climatici con focus sugli eventi estremi e la scarsità idrica. Un’evoluzione che ha consentito di favorire la individuazione dell’acqua come risorsa scarsa e non infinita, nell’opinione pubblica. Un approccio che va posto alla base della comunicazione sulla transizione: uso consapevole dell’acqua, politiche di adattamento ai cambiamenti, piani di emergenza, comportamenti individuali, percezione del rischio.
Al tempo stesso si sta imponendo una comunicazione forte sui nuovi inquinanti emergenti (PSAF, microinquinanti) e sull’allarme sanitario ed ambientale collegato. Anche su questi punto la percezione sta cambiando, l’inquinamento non è più visto come “fiumi sporchi”, ma come rischi invisibili.
Meno forte appare la comunicazione sulle importanti novità normative a livello europeo che cambiano profondamente la gestione della risorsa idrica e del servizio idrico nei prossimi anni: modifica della direttiva quadro, nuova direttiva acque potabili, nuova direttiva acque reflue, strategia europea sulla resilienza idrica, riuso dell’acqua depurata.
A scala locale la comunicazione si è concentrata sulle attività del gestore del servizio idrico integrato: miglioramento dei servizi, efficienza, tariffa, criticità dei cantieri, promozione dell’uso dell’acqua di rubinetto (fontanelli). Non è facile per i cittadini comprendere le diverse competenze in materia di gestione delle acque meteoriche, quindi le responsabilità in caso di allagamento.
Le sfide attuali della comunicazione in materia idrica sono molteplici quindi. Migliorare la comprensione “olistica” della risorsa idrica, della sua disponibilità (nello spazio e nel tempo), dei rischi connessi ai cambiamenti climatici. Adattarsi significa anche acquisire un ruolo attivo come cittadino e utente del servizio: conoscere i piani di emergenza, i piani comunali di adattamento, usare l’acqua in modo consapevole.
Ma va anche migliorata la comunicazione “tecnica” e settoriale, legata al servizio idrico integrato e ai suoi molteplici aspetti, agli usi agricoli, industriale ed energetici, al rischio idraulico e alla difesa del suolo, alla necessità di opere ed investimenti (invasi, dissalatori, nuove linee di depurazione) che spesso vedono l’opinione pubblica contraria.
L’acqua è un tema affascinante e di grande presa simbolica e può essere raccontato in molti modi diversi: il ciclo naturale, la filiera industriale, la storia degli acquedotti e delle fognature, gli usi ricreativi, i valori religiosi e spirituali, gli aspetti scientifici (una molecola molto particolare), gli aspetti sportivi.