15/07/2026
laura

Chi interverrà e di cosa parleremo | Convegno 21/07 “INNOVARE SENZA SCAVARE. I benefici ambientali, sociali ed economici delle tecnologie no-dig nelle reti del ciclo idrico integrato”

Martedì 21 luglio 2026
presso il Lazzaretto di Cagliari
in Via dei Navigatori, 1
in collaborazione con

Gli interventi

Massimo Zedda
Sindaco
Comune di Cagliari

Saluti di benvenuto

Stefano Sebastio
Direttore Generale
Abbanoa

Giuseppe Sardu
Presidente
Abbanoa 

Intervento istituzionale e di apertura dei lavori

Intervento di inquadramento sul tema della giornata

Guglielmo Ranalletta – Direttore Tecnico, Abbanoa

La gestione del Servizio Idrico Integrato in Sardegna richiede una visione sistemica, capace di coniugare continuità del servizio, tutela del territorio e sostenibilità degli investimenti. In un contesto caratterizzato da reti estese, complessità orografiche, centri urbani densi e aree di particolare sensibilità ambientale e archeologica, le tecnologie no-dig costituiscono una leva strategica per superare la tradizionale manutenzione reattiva e invasiva e orientare la gestione verso interventi proattivi, selettivi e a basso impatto. Le tecniche trenchless consentono di conoscere, installare, sostituire e risanare le condotte limitando gli scavi a cielo aperto. Perforazione orizzontale controllata, microtunneling, pipe bursting, relining e CIPP permettono di intervenire in funzione dello stato della rete, delle caratteristiche geologiche, del diametro e del materiale delle tubazioni, nonché dei vincoli presenti. La scelta tecnologica deve quindi derivare da un percorso strutturato di mappatura dei sottoservizi, diagnostica, progettazione, verifica e collaudo, e non dalla semplice disponibilità di una determinata attrezzatura. I benefici riguardano quattro dimensioni integrate: ambiente, comunità, economia e sicurezza. La riduzione delle terre movimentate, dei rifiuti, dei trasporti e dei ripristini stradali si accompagna a cantieri più brevi, minori interferenze con traffico e attività economiche e maggiore continuità dei servizi essenziali. Sul piano della sicurezza, la limitazione delle trincee aperte riduce il tempo di esposizione degli operatori ai rischi di scavo, al traffico e ai mezzi pesanti, pur richiedendo imprese qualificate, indagini preventive e procedure specialistiche. La convenienza delle soluzioni no-dig deve essere valutata sull’intero ciclo di vita dell’opera, mediante Life Cycle Costing e indicatori ambientali, sociali e prestazionali coerenti con i principi di sostenibilità, digitalizzazione e DNSH. L’obiettivo non è applicare il no-dig in modo indiscriminato, ma adottarlo quando il valore generato dall’evitare lo scavo è concretamente dimostrabile, misurabile e superiore rispetto alle alternative tradizionali. Domanda guida: non solo «quanto costa scavare?», ma «quanto valore generiamo evitando di scavare?»

Le tecnologie no-dig: aspetti ambientali,
sociali e costi indiretti nelle opere del SII

Francesco Viola – Professore Ordinario, Dipartimento di Ingegneria civile,
ambientale e architettura, Università degli Studi di Cagliari

La sostituzione o il ripristino delle condotte e delle opere appartenenti a una rete fognaria o acquedottistica mediante scavo a cielo aperto rappresenta una delle opzioni più comunemente adottate lungo tracciati urbani esistenti. Tuttavia, la complessità cantieristica ed economica, nonché le ricadute ambientali di questa tipologia di intervento hanno spinto l’attività di ricerca di ingegneri e geologi verso approcci alternativi più efficaci ed efficienti. L’adozione di tecniche “open-cut” si confronta da sempre con rilevanti complessità progettuali, legate principalmente alla profondità di posa degli elementi da rispristinare, alla tipologia e alla stratigrafia della superficie pavimentata e alle caratteristiche geologiche del sottosuolo. Tali criticità possono essere mitigate prevedendo l’impiego di tecnologie no-dig. Nell’ampio insieme che comprende tutte le tecnologie “trenchless”, rientrano numerose metodologie d’intervento (quali TOC, microtunneling, pipe ramming, pipe bursting e così via) il cui impiego dipende dalla lunghezza del tracciato, dall’ambiente di posa e dalle possibili interferenze con fattori esterni quali traffico o zone di rilevanza storica/artistica. Inoltre, la selezione del metodo di intervento più appropriato riflette l’esigenza di conciliare la sostenibilità ambientale con la sostenibilità sociale, al fine di minimizzare le interferenze sul traffico, contenere l’esposizione al rumore, alle polveri e alle perturbazioni generate dal cantiere, e allo stesso tempo adottare una soluzione che riduca significativamente le emissioni di CO2 per gli interventi a scala urbana.

Analisi dell’impatto socio-ambientale dei cantieri no-dig e open-cut in contesto urbano

Stefano Carnevali – Responsabile Ufficio tecnico, Rotech Srl

È noto che le tecnologie no-dig siano in grado di ridurre gli effetti negativi sull’ambiente circostante al cantiere e sulla comunità che vive attorno ad esso rispetto alle più tradizionali tecniche di scavo a cielo aperto, tanto che hanno guadagnato, nel tempo, l’appellativo di “tecnologie a basso impatto ambientale”. Tuttavia, quest’argomento rappresenta ancora un tabù quando si tratta di quantificare tali effetti. Il lavoro svolto intende, in primis, descrivere quali siano i possibili impatti dei cantieri per la realizzazione di un intervento di rinnovamento o di nuova posa di una condotta e come essi possono essere quantificati mediante la loro monetizzazione in termini di “costi indiretti”, definiti come i valori monetari equivalenti degli effetti negativi che vengono pagati dalla comunità e non sono inclusi nei costi del contratto d’appalto. Successivamente, basandosi sulle formule già presenti nella letteratura, sia italiana che straniera, è stato elaborato un modello di calcolo dei costi indiretti ed è stato realizzato un apposito foglio di calcolo Excel. Inserendo opportuni dati di input, il foglio di calcolo consente di ottenere il valore dei costi che ricadono sulla comunità, sia nel caso in cui l’intervento venga realizzato con tecnologie no-dig, sia nel caso in cui vengano utilizzate tecniche per la nuova posa. Infine, il foglio di calcolo è stato testato su quattro interventi di risanamento differenti tra loro per parametri progettuali e contesto socio-ambientale, ma accomunati dall’utilizzo della stessa tecnologia no-dig (CIPP UV). In questo modo, non solo è stato possibile valutare l’incidenza dei costi indiretti sul totale e operare un confronto diretto tra gli effetti negativi provocati dall’utilizzo degli scavi a cielo aperto e la stessa tecnologia no-dig, ma è stato anche possibile studiare le variazioni degli impatti legati all’uso della tecnologia CIPP UV al variare delle condizioni al contorno che caratterizzano ciascuno degli interventi presentati.

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Martina Melas
Responsabile Unità Business
POR FESR Settore Gestione Attiva Perdite,
Abbanoa

Michele Meloni 
Responsabile di Filiale Sardegna,
Rotech Srl

Riqualificazione della rete idrica del Comune di Cagliari - Lotto C. La Tecnologia CIPP e il risanamento della dorsale di acquedotto DN 700mm

Finanziata dal FSC 2014-2020 – Patto per lo sviluppo Sardegna, l’opera da 5,8 M€ di Abbanoa è stata aggiudicata con OEPV a Rotech. A dicembre 2025 Rotech ha completato il relining no-dig CIPP dell’adduttrice DN700, tratto via Mattei-via Perosi (2,4 km) che alimenta i distretti idrici di Cagliari. Con 21 liner e scavi minimi l’intervento è stato rapido, sicuro e a basse emissioni, abbattendo costi diretti e indiretti. Oggi la città dispone di un’infrastruttura moderna, durevole e di alto valore.

Roberta Rossi
Ingegneria – Progettazione Sistemi
a Rete Lavori Programmati Area Romagna
HERAtech

Sabatino Riccio
Responsabile di Filiale Puglia,
Rotech Srl

Perché scegliere il trenchless? Il caso del collettore fognario “Cagnona” in Emilia-Romagna

Il progetto riguarda il risanamento strutturale e funzionale del primo stralcio della condotta fognaria in pressione DN600 in ghisa lungo la SP10 “Cagnona”, nei Comuni di San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone, per circa 3,2 km. L’intervento ha previsto tecnologie trenchless, con Cured In Place Pipe ad inversione per 35 m e slip-lining per 3.165 m, riducendo tempi esecutivi e impatto sul contesto viario e territoriale.

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