13/05/2026
laura

Chi interverrà e di cosa parleremo | Convegno 15/05 “Dalla perdita al valore. Innovazione, normativa e soluzioni operative per le reti idropotabili”

Venerdì 15 maggio 2026
presso la Centrale dell'Acqua di MM Spa
e con il patrocinio di

Gli interventi

Saluti di benvenuto e apertura dei lavori

Francesco Mascolo – Amministratore Delegato, MM Spa

Le attività di ricerca, monitoraggio e prevenzione delle perdite idriche per la città di Milano. Quanto già fatto e quali invece le prospettive future?

Fabio Marelli – Direttore Acquedotto e Fognatura, MM Spa

L'acquedotto di Milano riduce le perdite al 10% tramite DSS pressioni e telelettura smart meter su rete fissa. Il monitoraggio integra noise logger, fibra ottica e Digital Twin con sensori per localizzazione guasti e manutenzione predittiva. L'integrazione tra IoT, squadre di ricerca perdite e pronto intervento garantisce riparazioni rapide, coniugando innovazione tecnologica e efficienza operativa.

Il quadro nazionale delle perdite idriche e gli obiettivi di riduzione

Gaia Rodriquez – Responsabile regolazione settore acqua, UTILITALIA

In Italia le perdite idriche medie raggiungono il 41% (18 m3/km/gg), con netti divari tra Nord e Sud. Gli obiettivi definiti da ARERA guidano una riduzione degli sprechi mirata a efficienza e resilienza climatica. Infatti, il 30% degli investimenti del settore è oggi destinato proprio alla riduzione delle perdite, al fine di garantire un ammodernamento infrastrutturale profondo, basato su digitalizzazione e monitoraggio smart per garantire una gestione sostenibile della risorsa.

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Drinking Water Directive e D.Lgs. 102/2025: obblighi e adeguamenti per produttori e utilizzatori del settore idropotabile

Enrico Veschetti –Direttore area rischio chimico, CeNSiA-Centro Nazionale Sicurezza delle Acque - ISS

L’intervento illustra le principali ricadute della Drinking Water Directive, recepita dal D.lgs. 18/2023 e aggiornata dal D.lgs. 102/2025, per produttori, fornitori e utilizzatori del settore idropotabile. Saranno esaminati obblighi su materiali e prodotti a contatto con l’acqua, ReMaF, punti di conformità, approccio basato sul rischio, PSA, responsabilità operative e scadenze di adeguamento, con focus sulle reti, sugli allacci e sulla tutela della qualità dell’acqua.

Pasquale Alfano
Site Manager – Lifetech Department,
OMECO

Vanda Spina
Food and Water Contact Technical Manager,
ICIM SpA

Drinking Water Directive: l’importanza dei test di laboratorio e gli obblighi certificativi e di marcatura sui prodotti a contatto con acqua potabile

La Direttiva (UE) 2020/2184 ha riscritto le regole del gioco per i materiali a contatto con acqua destinata al consumo umano, superando il mosaico di approcci nazionali con un sistema armonizzato di liste positive, metodi di prova e procedure di conformità. L'intervento ricostruisce il percorso che porta dalla normativa europea agli atti delegati e di esecuzione adottati dalla Commissione, evidenziando gli impatti operativi sui produttori di componenti, sui gestori del Servizio Idrico Integrato e sugli enti di certificazione. Particolare attenzione sarà dedicata alle modalità di valutazione della conformità dei prodotti con riferimento alle nuove liste positive per i materiali e al sistema autorizzativo basato su una certificazione unica, con le relative implicazioni per la filiera italiana, storicamente regolata dal DM 174/2004.

L’importanza del rivestimento dei prodotti: durabilità nel tempo e compatibilità per il mondo acque potabili, Rilsan la soluzione 100% bio-based

Davide Lucchini – Sales Manager South Europe High Performance Polymers Powders, Arkema

La crescente attenzione alla qualità dell’acqua potabile, alla sostenibilità ambientale e alla durabilità delle infrastrutture sta guidando l’evoluzione dei materiali e dei rivestimenti impiegati nei sistemi di trasporto e stoccaggio dell’acqua. In questo contesto, i rivestimenti ad alte prestazioni a base di Rilsan® PA11 rappresentano una soluzione tecnologicamente avanzata e sostenibile per applicazioni nel settore idrico, in grado di coniugare protezione anticorrosione, conformità normativa e riduzione dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. Il Rilsan® PA11 è un polimero termoplastico bio-based derivato dall’olio di ricino, una risorsa rinnovabile coltivata su terreni marginali senza competizione con la filiera alimentare. Questo approccio consente di prevenire l’esaurimento delle risorse fossili, evitare fenomeni di deforestazione e garantire benefici socio-economici alle comunità agricole. Dal punto di vista ambientale, il materiale presenta un’impronta di carbonio particolarmente ridotta, inferiore a 1,3 kg CO₂e/kg, con una diminuzione fino all’80% rispetto alle poliammidi di origine fossile, in accordo con le metodologie LCA secondo gli standard ISO 14040/44 e ISO 14067. Dal punto di vista prestazionale, i sistemi di rivestimento a base di polveri fini Rilsan® PA11 offrono un’eccellente protezione anticorrosione anche in condizioni estremamente aggressive. I test di nebbia salina neutra dimostrano l’assenza di ruggine, bolle o decolorazioni dopo oltre 2000 ore di esposizione. Inoltre, l’elevata resistenza all’erosione da cavitazione e il basso coefficiente di attrito contribuiscono a migliorare l’efficienza idraulica e la durata operativa delle infrastrutture. L’evoluzione dei primer BPA-free e water-based, abbinati ai rivestimenti bio-based, consente di rispondere alle più recenti e future regolamentazioni sull’acqua potabile, in particolare al progressivo divieto del Bisfenolo A (BPA) in Europa. I sistemi sviluppati raggiungono classi di durabilità elevate (C5), con una vita utile superiore ai 25 anni, riducendo significativamente la necessità di manutenzione e le emissioni associate agli interventi di riparazione o sostituzione. I case study presentati, relativi a serbatoi di acqua potabile clorinata e applicazioni in acqua di mare, confermano le prestazioni superiori del Rilsan® PA11 rispetto anche agli acciai inossidabili più legati. In particolare, il rivestimento garantisce resistenza a lungo termine al cloro gassoso e all’elevata corrosività dell’ambiente marino, eliminando quasi completamente le esigenze di manutenzione per oltre dieci anni. In conclusione, l’adozione di rivestimenti avanzati a base di Rilsan® PA11 consente non solo di ridurre il carbon footprint dei sistemi, ma anche di migliorare significativamente il carbon handprint degli utilizzatori finali, grazie all’estensione della vita utile, alla riduzione dei consumi energetici e alla maggiore affidabilità delle infrastrutture idriche nel lungo periodo.

Riparazione condotte e riduzione perdite idriche: le necessità e le difficoltà dal campo. Il perché della normalizzazione di una soluzione

Simone D’Amico – Normalizzazione, Qualità, Sicurezza Cantieri e Collaudi, IRETI

La riduzione delle perdite idriche passa anche dalla capacità di intervenire sulle condotte senza interrompere il servizio. L’intervento presenta l’esperienza di IRETI – Gruppo IREN sulle riparazioni in carico, analizzando criticità operative, requisiti dei materiali e soluzioni applicabili sul campo. In chiusura si affronta il valore della normalizzazione di soluzioni tecniche rapide e affidabili per garantire continuità del servizio e riduzione delle perdite.

Continuità del servizio e interventi senza interruzione: impatti economici e gestionali: la soluzione DUOFIT

Roberto Serafini – Product Manager, Nova Siria

La Nova Siria è un’azienda nata e cresciuta con l’obiettivo di affiancare il cliente nella ricerca di soluzioni ai problemi legati alle reti di distribuzione e adduzione di acqua potabile. In quest’ottica l’azienda ha, nella propria gamma, un prodotto che ha lo scopo di intervenire sulle condotte senza che vi sia interruzione del servizio. Il giunto DUOFIT è riconosciuto come un metodo affidabile e definitivo per riparazioni puntuali su condotte danneggiate su bicchieri o giunzioni.

Bruno Brunone
Professore Ordinario
Dipartimento di Ingegneria
Civile e Ambientale,
Università degli Studi di Perugia

Silvia Meniconi
Professoressa Ordinaria
Dipartimento
di Ingegneria Civile e Ambientale,
Università degli Studi di Perugia

Caterina Capponi
Professoressa Associata
Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale,
Università degli Studi di Perugia

Gli allacciamenti come punto critico nella gestione delle reti idriche. Analisi tecnico-idraulica e implicazioni operative

Gli allacciamenti costituiscono un elemento di cruciale importanza in una rete di distribuzione idrica in quanto connettono quest’ultima con gli impianti interni gestiti dagli utenti. Sulla base di evidenza sperimentale, sono discussi in primo luogo i principali meccanismi attraverso i quali le sollecitazioni generate all’interno della rete si trasmettono agli impianti interni e viceversa, con risultati di interesse applicativo. Sono quindi esaminate altre possibili cause di rottura degli allacciamenti.

Allacci idrici come punto critico della rete: il caso di Città Giardino (Treviso) e l’adozione del sistema ZaK

Giorgio Feltrin – Responsabile Reti di Distribuzione Acquedotto, ATS-Alto Trevigiano Servizi

Nel mio intervento inquadro gli allacci idrici come elemento critico per affidabilità e continuità di servizio delle reti di distribuzione, con focus sul caso del cantiere complesso “Città Giardino” nel centro storico di Treviso. Analizzo vincoli di cantiere, interferenze sottoservizi e criteri di scelta (tempi, sicurezza, manutenibilità). Confronto il sistema con giunzioni tradizionali con filettatura e il sistema ZaK a innesto rapido, evidenziando prestazioni idrauliche, tenuta, durabilità e riduzione del rischio di perdita.

Velocità e sicurezza di installazione negli allacci: vantaggi tecnico-operativi della soluzione ZaK

Mirco Comba – Head of Domestic Sales, Nova Siria

Nella rete di distribuzione di acqua potabile il punto di maggiore possibilità di perdite è sicuramente il sistema di allaccio in quanto normalmente vengono utilizzati vari prodotti di diverso materiale che spesso risultano poco compatibili tra di loro. Un’ ulteriore aggravante è causata dalla difficoltà di installazione di questi materiali appunto. Il sistema Zak di Hawle nasce per risolvere questi problemi creando una connessione senza filettatura, perfettamente rivestita e di facile installazione. Tutte le parti sono perfettamente compatibili, dello stesso materiale e di un solo produttore che ha studiato un sistema completo e non solamente un singolo componente dello stesso. Il sistema Zak risulta quindi semplice, veloce e sicuro.

Giunti con sistemi anti-sfilamento: i vantaggi del Pipe-Locking System

Roberto Serafini – Product Manager, Nova Siria

Il sistema Pipe Locking della Nova Siria permette di realizzare la posa di condotte con un’ottica di riduzione dell’impatto di blocchi di ancoraggio e con la garanzia che le manovre di intercettazione non ne compromettano l’integrità. Evidenza sugli utilizzi, caratteristiche del sistema e sue applicazioni.

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