L’assemblea dei soci di CAFC S.p.A. (Consorzio per l’Acquedotto del Friuli Centrale) ha convalidato il progetto di fusione per incorporazione della Hydrogea S.p.A., sancendo così la nascita del primo gestore interprovinciale del Servizio Idrico Integrato attivo su due province, Udine e Pordenone. L’operazione segue l’approvazione formale da parte dell’assemblea straordinaria dei soci di Hydrogea e la firma dell’accordo con le organizzazioni sindacali. Si tratta dell’ultimo passaggio verso la creazione di un’unica realtà industriale a controllo pubblico, pensata per rafforzare la solidità gestionale, ottimizzare gli investimenti e pianificare in modo coordinato gli interventi sul territorio.
Verso la costituzione di una realtà regionale
La fusione rientra nel più ampio percorso di integrazione dei servizi pubblici locali avviato lo scorso giugno con la firma a Udine del Memorandum of Understanding tra CAFC S.p.A, NET S.p.A. (gestore dei rifiuti a Udine), A&T 2000 S.p.A. e Isontina Ambiente S.r.l. L’obiettivo è arrivare, per fasi successive, alla fondazione di una multiutility regionale in house, in grado di gestire in maniera sinergica servizio idrico e rifiuti urbani, riducendo i costi di lavorazione e potenziando la sostenibilità economica e ambientale del modello di business.
I dettagli del piano industriale
Il progetto di fusione presume la graduale armonizzazione delle tariffe nei territori coinvolti, nel rispetto della normativa e prestando attenzione alla sostenibilità per gli utenti. Sono previste inoltre tutele per il personale e un accordo sindacale che valorizza le competenze interne, oltre a un patto parasociale che garantirà la rappresentanza degli ex soci Hydrogea negli organi decisionali del nuovo soggetto. Dal 1° gennaio 2026 il gestore unico opererà su tutto l’ex territorio provinciale di Udine e in 21 comuni del Pordenonese, come primo passo verso la creazione di un gestore regionale unico.
Unione di competenze per una gestione sostenibile
«Oggi i soci di CAFC hanno compiuto un passo importante – ha dichiarato il presidente Salvatore Benigno –. Il contesto nazionale ed europeo spinge le aziende pubbliche a condividere competenze e risorse per affrontare la transizione ambientale e tecnologica, mantenendo tariffe sostenibili e migliorando la qualità del servizio. Questa operazione va esattamente in questa direzione».