Telecomunicazioni

Digitalizzazione, creazioni di reti in fibra ottica a banda ultra-larga e sviluppo della tecnologia 5G.

Attraverso la controllata Ireti S.p.A, il Gruppo Iren ha venduto la sua infrastruttura a banda larga, con la quale offriva servizi di connessioni dati ai clienti istituzionali, al ramo italiano della società britannica. L’accordo porta indubbi vantaggi a entrambe le realtà: dalla cessione di questo asset non strategico Iren incassa quasi 4 milioni di euro, mentre British Telecom entra nel promettente mercato emiliano delle telecomunicazioni.
Genova, Verona, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Palermo, Torino e Bologna, oltre alcune estensioni a Milano, sono le città interessate dal progetto approvato dal cda della società. I lavori dureranno tre anni e alla loro conclusione l’infrastruttura in fibra ottica Ftth del gruppo raggiungerà complessivamente 2,3 milioni di abitazioni e circa il 17% della popolazione italiana.
Secondo le indiscrezioni raccolte dall’agenzia Reuters, le società intendono costituire una newco che avrà il compito di investire sullo sviluppo della rete ultrabroadband con tecnologia Ftth (fiber to the home). Il piano, già presentato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), prevede di cablare 250 città con la fibra ottica.
Secondo Accenture il futuro delle smart grid sarà caratterizzato dalla diffusione sulla rete elettrica di sistemi intelligenti e connessi aderenti al modello dell’internet delle cose. Per le utility si tratta di coniugare questo salto tecnologico con nuovi meccanismi di mercato, modificando strategie, processi e capitale umano.
Il progetto messo a punto dalle due società e finalizzato allo sviluppo dell’infrastruttura ultra broadband in 250 città della Penisola è ora al vaglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. “Al momento si tratta di un piano di carattere generale”, ha dichiarato il presidente dell'Agcom, Angelo Cardani.
Con il nulla osta dell’Antitrust va in porto l’accordo tra le due società, in base al quale Terna acquisisce 7.510 chilometri di elettrodotti e 350 stazioni elettriche appartenenti a Fs per un importo di 757 milioni di euro. Con questa operazione l’azienda aumenta del 13% la propria rete elettrica, consolidandosi come primo operatore indipendente d'Europa.
Una nuova società dinamica e flessibile “sul modello di Terna”, come dice l’AD del gruppo Enel Francesco Starace, gestirà la rete in fibra ottica di Enel. Per il cablaggio nazionale si prevede un investimento che andrà dai 10 ai 12 miliardi, fondi messi a disposizione dal Governo e da operatori privati. Enel Open Fiber, questo il nome del nuovo soggetto, offrirà la propria rete a ogni operatore.
Si procede a pieno regime all’Aquila per i lavori di ricostruzione che riguardano il tunnel tecnologico. Iniziata la fase di completamento impiantistico della prima sottoarea, ora si procede con la seconda sottoarea per lo scavo ed il posizionamento del tunnel che conterrà le reti di distribuzione idrica, le fognature, la rete Enel a bassa e media tensione per l’illuminazione pubblica e privata, la rete telefonica e quella a fibra ottica.
Un buon esempio di partecipazione è quello di Gruppo CAP e Città Metropolitana che porteranno la fibra ottica nel territorio facendola passare attraverso le reti fognarie. Nessun costo ambientale ed un risparmio sia in termini economici che di tempo. Seguendo l’esempio del cablaggio di Bologna dello scorso anno ora anche Gruppo CAP investe in queste indispensabili infrastrutture con metodi smart.
Contratto da $220 milioni di dollari per Telit. La società è stata scelta come fornitore di tecnologia per il Great Britain’s Smart Metering Implemantation Project (GB SMIP), un progetto di portata mondiale, dal valore complessivo di 11.3 miliardi di sterline, per lo sviluppo di un’infrastruttura di smart metering.

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