Ricerca Perdite

Un’opera attesa da tempo dai cittadini dell’area Sud-occidentale dell’isola alle prese con frequenti problemi di approvvigionamento causati dalle continue perdite della vecchia infrastruttura. I lavori prevedono la posa di 17,5 km di nuove condotte, che saranno dotate di valvole di sezionamento motorizzate e di sistema di telecontrollo. L’investimento è di 21 milioni di euro
Partiranno a breve gli interventi finalizzati a risolvere, o per lo meno limitare, le perdite sulla rete di distribuzione cittadina. Regione Calabria ha finalmente garantito la copertura finanziaria per le opere comprese in un bando, emesso diversi anni fa, rimasto finora lettera morta. Le risorse messe a disposizione ammontano a circa 2,1 milioni di euro
L’azienda ha utilizzato la tecnologia Rov, un sommergibile a comando remoto dotato di videocamera rotante a colori ad alta risoluzione e sistema sonar, per l’ispezione di un tratto del Canale Principale, la direttrice realizzata oltre 100 anni fa che porta l’acqua dall’ Irpinia alla Puglia. Con ottimi risultati e grandi vantaggi, a partire da una maggiore sicurezza per il personale e costi molto bassi
A occuparsi dell’intervento è un’associazione temporanea di imprese composta da BM tecnologie industriali, Idrostudi, Tae, Acque chiare acquedotto Chiarella, che provvederà anche a una campagna di ricerca perdite e a tutte le opere di manutenzione necessarie per ripristinare la piena efficienza dell’infrastruttura. Oltre 4 milioni il costo complessivo dei lavori da concludersi in 660 giorni
Ammonteranno a 90-100 milioni le risorse destinate alla reti di distribuzione nella Capitale, per rendere l’infrastruttura più efficiente ed abbattere il livello di perdite, attualmente intorno al 44%. Ad annunciarlo il presidente della società nel corso di un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Lanzalone ha inoltre chiesto un intervento normativo a favore di tali opere.
L’amministrazione del capoluogo molisano ha stanziato 500.000 euro per un insieme di opere che hanno come obiettivo la riduzione delle perdite su ampi tratti dell’acquedotto. Interessati dai lavori saranno inizialmente le condotte di alcune fazioni per poi allargare il campo a tutte le aree con i maggiori livelli di dispersione. Nelle zone di intervento sarà anche implementato un sistema di telecontrollo
Questo progetto verrà presentato da Sara Sangiorgi, Team coordinamento servizio acquedotto Hera, durante il Convegno del 17-18 Maggio
L’azienda si avvarrà del satellite giapponese Alos 2 per monitorare lo stato delle sue infrastrutture. Questo orbita a 650 chilometri di distanza dalla Terra, ma attraverso un segnale radio elettromagnetico può vedere fino a 12 metri di profondità sotto il livello del suolo, rilevando l’eventuale presenza di perdite d’acqua. Le rilevazioni saranno integrate con il sistema di geolocalizzazione del gestore per consentire un immediato e puntuale intervento
Ad affermarlo il ministro per la Coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, nel corso di un convegno alla Camera. Di queste risorse la maggior parte, 3,5 miliardi di euro, è destinata al trattamento dei reflui, questione sulla quale l’Italia rischia una sanzione da 126 milioni di euro da parte dell’Unione Europea. Circa un miliardo invece alla riduzione delle perdite idriche
L’azienda, che gestisce il sevizio idrico in 36 Comuni montani dell’Abruzzo, ha una posizione economica solida, non sufficiente però a finanziare tutte le opere indispensabili per rendere il servizio più efficiente. Tra questi, gli interventi sui depuratori non funzionanti o sottodimensionati e la riqualificazione di ampi tratti di rete idrica. Intanto l’azienda porta avanti anche i lavori sui depuratori di Canzano, Castel di Sangro e Campo di Giove

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