Biometano

La società di distribuzione gas di Estra ha ottenuto un contributo di oltre un milione di euro per il progetto sperimentale TWIST. Che ha come obiettivo la realizzazione di un impianto di reverse-flow per la ricompressione del biometano dalla rete di distribuzione alla rete di trasporto. In questo modo le due infrastrutture diventeranno un sistema unico, integrato e flessibile, superando diverse criticità legate all’immissione in rete del gas sostenibile.
Sarà operativo entro la fine dell’anno, a Finale Emilia (MO), l’impianto BiRemi™ per la distribuzione gas, che trasformerà la rete esistente in una nuova infrastruttura evoluta per la captazione del biometano e la sua ripartizione attraverso la rete di trasporto nazionale. Il progetto, nato dalla partnership tra AS Retigas e Pietro Fiorentini, risponde alle linee guida della delibera ARERA 404/2022/R/gas.
Ireti Gas, società del Gruppo Iren, ha ricevuto da ARERA un finanziamento da 1,9 milioni di euro, come riconoscimento per lo sviluppo di un impianto di “Reverse-Flow” e per un sistema sperimentale di decarbonizzazione delle reti di distribuzione del gas. I contributi verranno reinvestiti in progetti per la gestione e il rinnovamento delle infrastrutture del gas, in un’ottica di transizione energetica.
Il campione della distribuzione gas e la principale organizzazione degli imprenditori agricoli hanno siglato un’intesa finalizzata a sostenere la produzione del gas rinnovabile e la sua immissione in rete. Un accordo che si inserisce nel percorso europeo di transizione energetica e nel nuovo scenario internazionale, apertosi a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, che hanno dato ulteriore centralità al biometano.
Realizzato a Spilamberto, nel modenese, da Biorg, l’impianto trasforma in metano green i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e gli scarti dell’industria agroalimentare. Costruito con un investimento di 28 milioni, l’impianto produce 3,7 milioni di metri cubi di biometano all’anno, che viene immesso nella rete gas.
L’impianto, dove vengono trattati i rifiuti organici dell’Alto Adige, attualmente produce biogas utilizzato per la produzione di energia termica ed elettrica. Quest’ultima però sfruttata solo in piccola parte, in quanto il sito è troppo distante da agglomerati urbani e reti di teleriscaldamento. Da qui la decisione della Provincia di Bolzano di ottimizzare l’impianto producendo biometano da immettere nell’infrastruttura gas.
Quasi 10 milioni di euro di finanziamento UE, 23 partner e 5 Paesi coinvolti, compresa l’Ucraina, per l’ambizioso progetto che mira ad aumentare la produzione di biometano sfruttando le potenzialità dell’idrogeno e a stoccare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili.
La prima immissione proviene dall’impianto Quadruvium a Codroipo, il primo impianto immesso in una rete di distribuzione del gas in Friuli-Venezia Giulia. Di proprietà di Enibioch4in, società del gruppo Eni, l’impianto dallo scorso anno è stato riconvertito alla produzione del gas green da effluenti zootecnici, matrici agricole e biomasse residuali del territorio.
In costruzione presso il polo impiantistico dell’azienda a Montespertoli il nuovo impianto per la generazione del gas green da FORSU e rifiuti verdi. Il progetto, sostenuto da un investimento da 55 milioni di euro, prevede la realizzazione di 4 biodigestori, che a regime potranno trattare 160.000 tonnellate di rifiuti producendo 12 milioni di metri cubi di biometano e 35.000 tonnellate di ammendante.
Il nuovo progetto di economia circolare sarà portato avanti da Bioenergia Gualdo, società compartecipata da A2A Ambiente e Saxa Gres. L’impianto sarà in grado di trattare 60.000 tonnellate all’anno di FORSU e di sfalci delle potature del verde urbane, producendo oltre 4,9 metri cubi all’anno di biometano, che sarà immesso nella rete di trasporto gas, e 12.000 tonnellate annue di compost da destinare all’agricoltura

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