Ogni anno in Emilia-Romagna vengono realizzati circa mille interventi tra nuove opere, adeguamenti e manutenzioni nel servizio idrico integrato. Gli investimenti complessivi sono quasi raddoppiati in sette anni, passando da 158 milioni di euro nel 2016 a oltre 328 milioni nel 2023. L’investimento pro capite ha raggiunto i 74 euro per abitante rispetto ai 36 del 2016, superando la media nazionale di 69 euro. Sono questi i dati che emergono dal Report sul Servizio Idrico Integrato dell’Emilia-Romagna 2016-2023, realizzato da ATERSIR, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti.
Contenuti ed obiettivi del documento
Il rapporto costituisce uno strumento chiave per analizzare l’evoluzione del servizio negli ultimi anni e per orientare le scelte strategiche future, anche in vista delle gare previste nel 2027. Offre, inoltre, un quadro completo sugli aspetti della “regolazione” del SII attraverso la descrizione del sistema fisico delle reti e degli impianti, i costi del servizio anche disaggregati in costi operativi, gli investimenti della tariffa, gli investimenti pubblici, la qualità tecnica del servizio, le tariffe, le relazioni con l’utenza e la qualità del rapporto con l’utenza, la compliance al disegno nazionale della regolazione definito dall’ARERA. Nello specifico i dati, analizzati attraverso “indicatori” del servizio, riguardano:
- Infrastrutture: programmazione e livelli di realizzazione degli interventi;
- Tariffa: costi e ricavi;
- Tariffa all’utenza;
- Indicatori e macro-indicatori di qualità contrattuale (Del. ARERA 655/2015);
- Macro-indicatori di qualità tecnica (Del. ARERA 917/2017);
- Dati ambientali e fisici connessi al servizio
- Costi energetici.
Crescita degli Investimenti e miglioramento della programmazione
L’analisi mostra che la percentuale di realizzazione degli interventi è complessivamente in crescita grazie a diversi fattori, tra cui la migliorata capacità di programmazione, l’adeguatezza della tariffa a supporto degli investimenti, il miglioramento del ciclo progettazione dell’iter autorizzativo. Emergono anche i primi effetti positivi degli investimenti pubblici del PNRR, per i quali ATERSIR svolge il ruolo di soggetto attuatore di primo livello. Complessivamente, sono 26 gli interventi finanziati per il servizio idrico, per un valore di circa 153 milioni di euro, alcuni dei quali già realizzati. Queste risorse si sommano agli investimenti garantiti dalla tariffa e si innestano su un sistema che risulta tra i più performanti a livello nazionale. A confermarlo è anche il sistema di premialità ARERA, che ha riconosciuto all’Emilia-Romagna livelli di eccellenza sia per il biennio 2020-2021 sia per le annualità 2022-2023.
Attenzione alla tutela della risorsa, all’ambiente e alle persone
Un elemento distintivo del modello emiliano-romagnolo è l’attenzione alla tutela della risorsa idrica e alla perequazione territoriale e ambientale, attraverso il riconoscimento in tariffa dei cosiddetti costi ecosistemici, come nel caso dei contributi a tutela della risorsa montana. Dal 2016 al 2023 sono stati destinati circa 19 milioni di euro a interventi nelle 22 Unioni Montane della Regione, con 887 progetti finanziati per la salvaguardia della risorsa idrica. Sul fronte tariffario, il costo medio annuo per una famiglia di tre persone (150 m3 annui) è passato da 304 euro nel 2016 a 332,4 euro nel 2023. Infine, un ultimo dato riguarda il bonus sociale idrico, misura regolamentata da ARERA per ridurre la tariffa del SII a favore delle famiglie in condizioni di disagio economico e sociale, che garantisce agli utenti “fragili” un quantitativo minimo vitale di acqua gratuito, pari a 50 litri al giorno per persona (18,25 m3 annui).I beneficiari sono passati da 155.933 del 2020 a 442.150 del 2023, con un aumento delle risorse erogate sia a livello nazionale sia tramite il bonus integrativo di ATERSIR.