Dal magazine – edizione novembre/dicembre 2025
Via libera da ARERA al terzo rinnovo del metodo tariffario per i rifiuti urbani. L’Autorità ha, infatti, ratificato la disciplina del MTR-3 per il periodo dal 2026 al 2029, aggiornando le linee guida alle quali gli enti territoriali competenti e i gestori dovranno allinearsi per redigere i piani economico finanziari del servizio e determinare le tariffe. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Bardelli, Direttore della Divisione Ambiente di ARERA.
Quali sono le novità contenute nell’MTR-3 rifiuti?
Con il nuovo metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio, recentemente adottato con la deliberazione 397/2025/R/rif, l’Autorità ha consolidato le regole di determinazione dei costi efficienti del servizio, confermando l’impostazione generale da sempre seguita e introducendo al contempo misure per intercettare gli effetti dello scenario economico in atto (con le conseguenze delle spinte inflazionistiche degli anni passati non ancora esaurite) e favorire il raggiungimento degli obiettivi definiti a livello europeo, accelerando la transizione circolare del settore. Le novità hanno riguardato, principalmente:
- il superamento dell’attuale differenziazione dei fattori di sharing (ripartizione dei benefici tra gestori e utenti), legando tutti i ricavi (inclusi quelli derivanti dalla vendita di energia) alle performance ambientali raggiunte;
- l’adozione di strumenti di raccordo tra gli esiti delle procedure ad evidenza pubblica e l’applicazione della regolazione tariffaria, con riferimento ai parametri ed ai coefficienti che costituiscono le condizioni di aggiudicazione della gara;
- l’introduzione, tra i costi operativi, di componenti previsionali a copertura di oneri aggiuntivi di natura esogena rispetto alla responsabilità del gestore, nonché degli oneri che si intende sostenere per attività connesse ad obiettivi misurabili su un arco temporale pluriennale (legati ad attività sistematiche di natura ricorrente).
È stata confermata poi la facoltà, da parte dell’Ente territorialmente competente, di valorizzare un coefficiente (𝐶𝑅𝐼𝑎), per tener conto dei maggiori oneri conseguenti alla dinamica inflattiva verificatasi nel biennio 2022-2023 e non già intercettati nelle precedenti predisposizioni tariffarie, ancorando comunque la valutazione sottesa alla quantificazione del richiamato coefficiente alle performance di qualità ambientale e di efficienza della gestione. Sono stati infine perfezionati gli strumenti per favorire il percorso di avvicinamento del grado di copertura dei costi della raccolta differenziata (𝛨𝑎) al livello previsto dalla normativa vigente.
Che tipo di benefici vi aspettate di ottenere con l’applicazione del nuovo metodo?
Oltre agli effetti in termini di trasparenza e certezza dei costi riconosciuti che caratterizzano da sempre l’impostazione metodologica adottata dall’Autorità, le ricadute positive attese dall’applicazione del MTR-3 sono riconducibili, in primo luogo, ad una maggiore qualità e ad un ricorso ampio all’innovazione da parte degli operatori, al fine di migliorare il possibile impiego del materiale recuperato nell’ambito del ciclo di gestione dei rifiuti, in coerenza con gli orientamenti espressi a livello comunitario in tema di Circular Economy. Il coordinamento tra la disciplina del bando di gara e quella regolatoria garantisce, per l’intera durata dell’affidamento, il rispetto delle condizioni di aggiudicazione delle procedure ad evidenza pubblica, per quanto attiene ai coefficienti che determinano il limite di crescita e alle componenti di costo sulle quali esercitare pressione concorrenziale. Il nuovo metodo prevede poi talune semplificazioni procedurali, quali la possibilità di promuovere meccanismi di aggregazione della pianificazione economico-finanziaria e procedure di approvazione diretta in contesti caratterizzati da spiccata maturità gestionale, che possono spingere il settore verso una maggiore razionalizzazione dei propri assetti.