04/03/2026
Servizi a Rete

Approvato il budget 2026 di Irisacqua

L’Assemblea dei soci ha dato il via libera al Budget 2026 di Irisacqua, società che gestisce il ciclo idrico nel Ato orientale goriziano. Il documento prevede investimenti per circa 18,6 milioni di euro, con focus sulla conclusione delle opere finanziate dal Pnrr, e sulla prosecuzione degli interventi sulle reti idriche e fognarie, sui depuratori di Gradisca, Staranzano, Gorizia, Grado. Altri interventi al centro del programma di opere sono quelli dedicati alla sostituzione delle condotte in cemento-amianto e dei contatori, e sul serbatoio del Castello di Gorizia.

Richiesta di finanziamento per l’approvvigionamento di Grado

La società ha inoltre presentato una richiesta di finanziamento al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tramite AUSIR, per la realizzazione di una nuova condotta di collegamento tra la rete acquedottistica di Aquileia e quella di Grado. L’opera, inserita nel Masterplan Acquedotti FVG 2021-2051, ha un valore di 25,5 milioni di euro, garantirà una doppia alimentazione all’isola e aumenterà significativamente la resilienza del sistema idrico.

Spingere sulla sostenibilità

L’anno in corso vedrà anche l’avvio strutturato dei processi ESG (Environmental, Social, Governance). A questo proposito la società ha costituito un gruppo di lavoro interno, supportato da software dedicato e consulenza esterna, con l’obiettivo di mappare la situazione attuale, definire KPI di breve, medio e lungo periodo, calcolare il carbon footprint e arrivare alla redazione del bilancio di sostenibilità. Irisacqua, già certificata per la Parità di Genere, punta a consolidare questo percorso anche in vista dell’accesso ai fondi ESG bancari previsti dal contratto di finanziamento in essere.

Valore della produzione previsto in calo

Il documento, stima che a fine anno il valore della si assesterà sui 30,1 milioni di euro, valore in calo rispetto ai 31,5 milioni del budget 2025. Una riduzione riconducibile principalmente a un minor ricavo tariffario da vendita acqua (27,6 milioni di euro, contro i 29 milioni del 2025), per una differenza di circa 1,4 milioni di euro. La motivazione è strutturale: il sistema tariffario vigente, approvato da ARERA sulla base dei dati del biennio 2023, non tiene ancora conto del pieno dispiegamento degli investimenti realizzati negli ultimi anni. L’Ebitda stimato è di 10,9 milioni di euro (36% del valore della produzione), mentre il risultato netto atteso è negativo per circa 849.000 euro. Un dato, questo, che sia la società che i soci hanno inquadrato come fisiologico per le motivazioni contingenti e che non desta rilievi significativi sulla condizione finanziaria.

Taglio sui costi

La società ha operato un’attenta razionalizzazione dei costi, riducendo le spese esterne di circa 500.000 euro attraverso la revisione puntuale degli interventi programmabili. A questo si aggiunge una previsione di risparmio energetico del 3% sull’acquedotto, grazie agli investimenti Pnrr di mitigazione delle perdite. In aumento, invece, il costo del personale, di circa 300.000 euro, per effetto del rinnovo del CCNL Federgasacqua. Tra le voci nuove, si segnalano i costi per la compliance alla Direttiva NIS2 in materia di cybersecurity, 60.000 euro, e l’avvio delle analisi sui 200 scarichi industriali in fognatura per un costo di 90.000 euro.

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