Arriverà dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) una consistente fetta di risorse per l’ammodernamento e potenziamento del SIP, il Sistema Idrico Palermo. Il progetto di potenziamento è stato sviluppato dal gestore idrico AMAP per risolvere alcuni problemi manifestatisi in questi mesi e rendere l’intero sistema acquedottistico della provincia palermitana più sicuro e pronto ad affrontare eventuali emergenze.
Il piano di AMAP si compone di tre progetti, due dei quali saranno finanziati con oltre 47 milioni di euro provenienti dal PNRR. Si tratta della realizzazione del nuovo potabilizzatore “Presidiana” nel territorio di Cefalù e del potenziamento del potabilizzatore “Cicala” di Partinico.
Il nuovo potabilizzatore a Cefalù
Per quanto riguarda il primo progetto, il nuovo potabilizzatore sarà realizzato nei pressi della sorgente “Presidiana”, nella zona della Rocca di Cefalù. L’impianto renderà potabile l’acqua della sorgente, che oggi presenta alti tassi di salinità, aumentando la disponibilità idrica di almeno 500 litri al secondo. A beneficiare del maggior apporto di acqua, oltre alla cittadina normanna, anche tutti i comuni della fascia costiera sud-orientale fino a Palermo. Il valore dell’opera è di circa 25 milioni di euro dei quali 23,9 finanziati dal PNRR. Compresi nei lavori anche gli interventi di ammodernamento dei serbatoi e delle condotte.
Potenziamento dell’impianto Jato di Partinico
Il secondo progetto consiste nell’ammodernamento e potenziamento del potabilizzatore Jato di Partinico. Un’opera del valore di circa 25 milioni di euro, dei quali 24,4 saranno a carico del PNRR. I lavori si rendono indispensabili a causa del peggioramento della qualità dell’acqua invasata nella diga Poma e dal calo delle sorgenti accessorie che servono i comuni della costa nord-occidentale, da Isola delle Femmine fino a Balestrate. A questo si aggiunge l’aumento di domanda di acqua nell’area servita dall’impianto, dovuta alla ripresa della piena operatività dell’aeroporto, dagli insediamenti industriali di Carini e dalla presenza turistica che in estate porta a una crescita di circa 90.000 persone in più da servire.
Gli effetti dei cambiamenti climatici
La causa del peggioramento della qualità dell’acqua stoccata nell’invaso è da imputare ai cambiamenti climatici. Questi, infatti, determinano due fenomeni opposti, ma entrambi negativi:
- In alcuni casi provocano una eccessiva torbidità che costringe al fermo dell’impianto, che ormai si verifica ogni anno dal 2018
- In presenza di alte temperature, invece, provocano fenomeni di acidificazione e proliferazione di alghe che incidono pesantemente sui processi di potabilizzazione.
Obiettivo degli interventi pianificati dai tecnici di AMAP è garantire che l’impianto operi in qualsiasi condizione, garantendo almeno 400 litri di acqua potabile al secondo in uscita verso gli acquedotti.
Un corposo ammodernamento
A questo scopo e considerando che la diga, realizzata negli anni Sessanta, era stata pensata per un uso potabile esiguo rispetto a quello irriguo, le opere messe a punto mirano a un corposo “rinnovo funzionale” del potabilizzatore. Il progetto approvato prevede interventi tecnologici già prima del prelievo dell’acqua che permettano più fasi di separazione degli elementi indesiderati, per controllare l’apporto in ingresso e garantire la continuità del servizio. Al tempo stesso verranno potenziate le procedure di potabilizzazione per annullare qualsiasi rischio fisico, chimico o microbiologico per gli utenti, grazie all’adozione delle tecnologie più avanzate.
Si cercano i fondi per il terzo progetto
Il Piano per il potenziamento del SIP prevede anche un terzo progetto che interessa il potabilizzatore Risalaimi. L’impianto, situato nel comune di Mineo, collega gli invasi di Piana degli Albanesi, Rosamarina e Scansano alla città di Palermo. In questo caso la spesa prevista è di circa 40 milioni di euro e sono in corso le interlocuzioni tra il gestore, Regione Sicilia e governo per individuare le fonti di finanziamento.