25/09/2015
Servizi a Rete

Acsm Agam investirà 165 milioni


Acsm-Agam oggi ha aggiornato il piano industriale al 2019, prevedendo un’ebitda a fine piano di oltre 56 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 36,8 milioni del 2014, con un tasso composto annuo di crescita pari al 9,1%, mentre l’ebit è visto in aumento fino a 28,5 milioni dai 15,4 milioni del 2014 (cagr pari al 13,1%).

Target che la multiutility di Como e Monza prevede di raggiungere grazie a investimenti netti cumulati per 165 milioni, principalmente concentrati nella business unit Reti Gas, in conseguenza delle gare Atem. Forte attenzione è stata posta anche al mix di portafoglio in modo da garantire l’equilibrio tra attività regolate e libere. Il ritorno sugli investimenti (ROI) è previsto in crescita dal 5,1% del 2014 al 7% a fine piano.

In particolare, nella business unit Reti Gas l’utility vuole partecipare alle gare d’ambito per il servizio di distribuzione gas concentrandosi negli ambiti territoriali di riferimento. È prevista la cessione della gestione della concessione di Como a fine anno con contestuale inizio dell’affitto degli impianti che restano di proprietà del gruppo.

Mentre per la business unit Reti Idriche, dopo aver ceduto a inizio anno il ramo idrico di Monza al gestore del servizio idrico integrato, anche per l’area di Como è previsto l’affidamento a un gestore unico a capitale interamente pubblico della gestione del servizio idrico integrato individuato dall’Ato di Como. Il piano prevede continuità della gestione del ramo idrico di Como fino alla data di cessione (ipotizzata al 01 gennaio 2017), a corrispettivi prudenzialmente previsti non inferiori ai valori di libro.

Per la business unit Vendita Gas ed Energia Elettrica si prevede lo sviluppo delle vendite al mercato retail con offerta congiunta di gas ed energia elettrica anche in nuove aree e per quella Ambiente l’investimento di sostituzione con potenziamento della Linea 2 del termovalorizzatore e l’incremento dei rifiuti smaltiti e dei quantitativi di energia elettrica e termica venduta.

Nella business unit Cogenerazione e Teleriscaldamento sono, invece, previsti interventi di riduzione costi di produzione per gli impianti cogenerativi, l’estensione delle reti di teleriscaldamento di Monza e Como con lo sviluppo delle vendite ai clienti. Infine, per la business unit Gestione Calore è stata ipotizzata una sostanziale continuità di gestione con l’avvio di progetti di efficienza energetica.

Gli investimenti che Acsm-Agam si appresta a fare però comporteranno un aumento dell’indebitamento complessivo fino a circa 191 milioni nel 2019 (137,5 milioni a fine 2014). La società ha comunque assicurato che manterrà stabile l’equilibrio finanziario: il rapporto posizione finanziaria netta/patrimonio netto è infatti visto sotto l’unità (0,89 a fine 2019 contro 0,83 al 31 dicembre 2014) e il rapporto posizione finanziaria netta/ebitda in miglioramento a 3,4 a fine 2019 contro 3,7 al 31 dicembre 2014.

Al contempo Acsm-Agam ha garantito che manterrà una politica di dividendi sostenibile e stabile nell’arco del piano con un pay out medio intorno al 30% del risultato netto in modo da poter distribuire un dividendo medio pari a circa 4 centesimi per azione (sul bilancio 2014 la società ha distribuito una cedola pari a 0,035 euro per azione). “Ci siamo posti obiettivi pragmatici, realizzabili, individuando linee di sviluppo precise”, ha sottolineato il presidente, Giovanni Orsenigo.

“Il nuovo business plan”, ha commentato anche l’ad, Paolo Soldani, “presenta un orizzonte temporale ampliato per garantire maggiore visibilità prospettica ai nostri azionisti, anche in conseguenza delle sfide importanti nell’ambito dei principali business, Reti Gas e Vendita Gas ed Energia Elettrica”.

Il gruppo, accanto ai business tradizionali, ha aggiunto Soldani, “è pronto a cogliere le opportunità derivanti dal modello Smart city, anche attraverso la stretta collaborazione con il socio industriale”. Tuttavia a Piazza Affari, dopo l’aggiornamento del piano industriale al 2019, il titolo Acsm-Agam perde il 3,08% scivolando a quota 1,415 euro.

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