Rinnovati, tra conferme e novità, i vertici di acquevenete. L’Assemblea dei soci ha infatti nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione della società, che gestisce il ciclo idrico in 108 Comuni delle province di:
- Padova
- Rovigo
- Vicenza
- Verona
- Venezia
Nel ruolo di presidente è stato riconfermato Piergiorgio Cortelazzo, mentre per quello di vicepresidente è stato scelto Antonio Bombonato. Per quanto riguarda i membri del C.d.A., confermato Emanuele Barbetta, Sindaco di Sant’Elena. I nuovi entrati sono:
- Antonella Buson, consigliere del Comune di Baone
- Maura Veronese, sindaco di Porto Viro
- Emanuele Rosina, per il Comune di Monselice
- Luigi Viaro, sindaco di Lendinara
Più di 57 milioni investiti lo scorso anno
Nel corso dell’Assemblea è stato approvato anche il Bilancio di esercizio 2020, che ha visto investimenti realizzati per nuove opere per 57,7 milioni di euro, dei quali 38,3 milioni sono andati al comparto acquedotti. Investimenti pari a 115 euro/anno per abitante a fronte di una media nazionale di 35 euro pro capite. Risultati raggiunti pur senza incrementi della tariffa dal 2018 quando la tariffa in bolletta è anzi stata ridotta del 2%.
Gli investimenti dello scorso anno si sommano a quelli realizzati nel biennio precedente, pari a circa 40 milioni di euro, e nel complesso hanno permesso di realizzare, o di avviare, diverse opere strategiche.
Grandi opere per il territorio
Tra queste, l’acquisizione dell’infrastruttura SAVEC, per far arrivare l’acqua pedemontana ai territori del Polesine. Nello specifico, acquevenete ha acquisito il 50% del campo pozzi di Camazzole, in comproprietà con ETRA, e il 100% della condotta adduttrice Vigonza – Cavarzere – Cavanella, per un valore di circa 25 milioni di euro. L’opera permetterà di rifornire di acqua potabile di ottima qualità le aree orientali delle province di Padova, Rovigo e Venezia, a vantaggio di circa 600.000 persone, permettendo la dismissione degli approvvigionamenti dal fiume Po.
Altra importante opera è la nuova condotta PFAS, per approvvigionare con acqua di qualità, pura e sicura i territori colpiti dall’emergenza legata alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche. Un grande cantiere da 28 milioni di euro, avviato a giugno dello scorso anno, per realizzare oltre 22 km di tubazione e un serbatoio di accumulo da 10.000 metri cubi a Montagnana. Di rilevanza strategica anche gli interventi sulle centrali di potabilizzazione sul fiume Adige, con un totale investito nel 2020 pari a 2,7 milioni di euro.
Una società solida
Per quanto riguarda il Bilancio 2020, altro dato importante il valore della produzione arrivato a 86,9 milioni di euro, mentre i costi di produzione sono stati pari a 83,45 milioni. Migliorato l’EBITDA (utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti), sanito al 32,9% rispetto al 29,8% del 2019. Dati che mostrano la solidità anche finanziaria dell’azienda, solidità che ha permesso di arrivare anche a una nuova emissione di minibond a livello europeo, per 58 milioni di euro, all’interno dell’operazione Hydrobond 3 di Viveracqua.
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