09/09/2025
Servizi a Rete

Acquedotto Pugliese presenta il report Innovazione e Attività internazionali

Dispositivi che dal rumore riconoscono le perdite idriche occulte, fanghi di depurazione trasformati in biocarburanti e concimi agricoli, impianti alimentati con energie rinnovabili, un digital twin di una fra le più grandi reti idriche d’Europa, capace di simulare scenari a beneficio degli utenti, sistemi smart per garantire un’acqua potabile di qualità: il primo Report Innovazione e Attività internazionali di Acquedotto Pugliese (AQP) è una roadmap per affrontare gli impatti del cambiamento climatico.

Transizione ecologica e tutela dei cittadini

Dall’avveniristica Control Room inaugurata a febbraio 2024 alle valvole intelligenti del progetto Watergy capaci di recuperare energia mentre regolano portata e pressione, fino alla prima fattoria acquaponica d’Europa di Castellana Grotte in cui si allevano pesci e coltivano verdure riutilizzando le acque di depurazione, il report fa il punto su 24 progetti innovativi. La transizione ecologica è centrale e procede di pari passo con l’attenzione verso un servizio sempre migliore per i cittadini. Già oggi sono attivi 240mila smart meter che dialogano direttamente con il sistema di controllo di AQP e comunicano variazioni su consumi ed anomalie. Entro pochi anni questi saranno 1 milione a copertura dell’intero territorio. Dal 2026, inoltre, il dissalatore di Taranto diventerà una fonte ecosostenibile per rispondere al bisogno di sicurezza idropotabile di 385mila persone del versante ionico.

115 milioni di m3 d’acqua in meno prelevati dalle falde

Il futuro dell’acqua è oggi – spiega Domenico Laforgia, presidente della società e promotore del documentoe le soluzioni migliori per garantire risorsa a una terra che ne è naturalmente priva sono l’innovazione e lo scambio di competenze. Grazie alle soluzioni messe in campo negli ultimi anni, oggi soddisfiamo il fabbisogno potabile di 4 milioni di cittadini prelevando oltre 115 milioni di metri cubi d’acqua in meno dall’ambiente rispetto al 2009. È come se avessimo costruito un invaso. È necessario continuare sulla via dell’efficientamento, del riuso e della ricerca di fonti alternative, perché il cambiamento climatico negli anni a venire mostrerà i suoi effetti con ancora più forza. Si tratta di progetti che diventano best practice da condividere con partner nazionali e internazionali. L’acqua non conosce confini e, con il Mediterraneo diventato un hotspot del cambiamento climatico, è fondamentale mettere a fattor comune le migliori esperienze”.

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