21/02/2025
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Acquedotto Pugliese: Il dissalatore di Taranto sarà alimentato al 100% da energia verde

Il dissalatore di Taranto sarà alimentato al 100% da energia verde senza emissioni dirette e indirette di CO2. All’energia solare autoprodotta da Acquedotto Pugliese (AQP) grazie all’impianto fotovoltaico si sommerà quella proveniente da fornitura certificata, tramite Garanzie di Origine. L’iniziativa nasce dal confronto con Legambiente, con cui AQP ha da tre anni una collaborazione mirata a promuovere la transizione energetica, la tutela del territorio e la sensibilizzazione delle comunità su temi ambientali.

Energia certificata dalle Garanzie di Origine

Il tema della mitigazione degli impatti energetici era stato affrontato in un primo incontro con Legambiente Puglia e Legambiente Taranto già a marzo del 2024 ed è arrivato a soluzione in un nuovo appuntamento svolto il 31 gennaio, quando AQP ha comunicato all’associazione che riuscirà a coprire l’intero fabbisogno energetico dell’impianto approvvigionandosi di energia proveniente da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine, azzerando così anche le emissioni indirette di CO2 legate all’approvvigionamento energetico. Il dissalatore, infatti, non prevede processi di combustione che comportano emissioni dirette. Gli impianti fotovoltaici, in corso di realizzazione in Provincia di Taranto, sulle coperture dei serbatoi del Parco del Marchese e del potabilizzatore del Sinni, da soli avrebbero coperto il 14% il fabbisogno energetico del dissalatore. Grazie alla certificazione della fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili si è arrivati al 100%.

Il dissalatore: un’opera necessaria

Taranto è l’unica provincia pugliese alimentata da una sola linea di approvvigionamento idrico (lo schema Pertusillo-Sinni) e il territorio è particolarmente esposto alle crisi idriche. AQP da tempo investe su risanamento reti e riuso. La città al momento è interessata da lavori su 90 Km di reti idriche per un investimento di 37 milioni di euro; i depuratori della provincia dedicati al riuso, inoltre, entro il 2028 diventeranno 16, incluso il Gennarini. Ma recupero perdite e riutilizzo non bastano. Il dissalatore di Taranto risponde all’esigenza di diversificare l’approvvigionamento e rendere il territorio più autonomo grazie a una fonte, le sorgenti del Tara, particolarmente idonea perché non risente particolarmente delle variazioni climatiche e metereologiche.

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