28/05/2026
Servizi a Rete

Acque del Chiampo: tecnologia RADOX per la rimozione dei PFAS

Notevole l’interesse riscosso dal convegno “PFAS: dall’emergenza allo sviluppo di soluzioni. La tecnologia RADOX”, promosso da Acque del Chiampo in collaborazione con Confindustria Vicenza e ospitato lunedì 25 maggio nella Sala Palladio di Palazzo Bonin Longare a Vicenza. L’incontro ha registrato il tutto esaurito, con circa 120 persone presenti e numerosi collegamenti in streaming da tutta Italia. Hanno preso parte alla discussione rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzioni, università, gestori del servizio idrico, stakeholder del settore ambientale, media e rappresentanti di associazioni e gruppi ambientalisti, che hanno avuto la possibilità di intervenire e porre domande ai relatori.

Il nodo normativo dei PFAS tra sostenibilità e industria

L’avvocato Angelo Merlin, esperto di diritto ambientale, direttore del Master in “Risanamento sostenibile dell’ambiente e bonifica dei siti contaminati” dell’Università Ca’ Foscari Venezia, presidente di Assoreca e vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici con delega all’ambiente, sostenibilità e innovazione per la transizione green, ha aperto i lavori analizzando il quadro normativo europeo e nazionale sui PFAS ed evidenziando la necessità di aggiornare gli strumenti legislativi e rafforzare il principio di precauzione, sottolineando come il tema dei microinquinanti richieda oggi un approccio integrato tra diritto ambientale, innovazione tecnologica e responsabilità industriale.

Dalla ricerca una soluzione per la degradazione dei microinquinanti

Al centro dell’attenzione la tecnologia sperimentale RADOX, sviluppata da K-INN Tech, spin-off dell’Università degli Studi di Padova, grazie al sostegno e agli investimenti di Acque del Chiampo. Attualmente in fase di brevettazione, è una tecnica finalizzata alla degradazione completa dei PFAS attraverso un processo di ossidazione termo-radicalica in fiamma. Ad aprire i lavori sono stati Massimo Confente, presidente della Sezione Pelle e Cuoio di Confindustria Vicenza e presidente della Consulta degli utenti di Acque del Chiampo, e Andrea Chiorboli, direttore generale di Acque del Chiampo.
Il gestore veneto ha già investito oltre 37 milioni di euro per la messa in sicurezza di reti e impianti per quanto riguarda l’emergenza PFAS, oltre a circa 500 mila euro destinati allo sviluppo della tecnologia RADOX.

Dai reflui industriali ai carboni attivi: i risultati della sperimentazione

La parte tecnico-scientifica è stata affidata a Micol Della Zassa e a Mattia Bortolus, rispettivamente amministratore delegato e R&D Engineer di K-INN Tech, che hanno illustrato i risultati della sperimentazione. I test effettuati su percolati e reflui industriali concentrati hanno mostrato elevate capacità di degradazione dei composti fluorurati. La tecnologia è stata, inoltre, studiata anche per il trattamento dei carboni attivi esausti utilizzati nei filtri degli acquedotti.
Il convegno si è concluso con l’intervento di Giorgio Santini, presidente di AsVeSS, realtà regionale connessa ad ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) che ha conferito il riconoscimento di “Buona Pratica per un’Italia più sostenibile 2025/26” alla tecnologia RADOX.

Dai test di laboratorio all’applicazione concreta

“Dopo la presentazione di RADOX a Ecomondo 2025 a Rimini in collaborazione con Viveracqua e Utilitalia, questo convegno a Confindustria ha confermato il forte interesse non solo del territorio vicentino, ma anche regionale e nazionale verso soluzioni innovative per affrontare il tema dei PFAS che nascono dalla collaborazione pubblico-privato – ha commentato il direttore generale di Acque del Chiampo, Andrea Chiorboli –. Il nostro obiettivo non è fermarci alla sperimentazione, ma accompagnare la tecnologia RADOX verso una dimensione industriale concreta, capace di offrire nuove soluzioni per il trattamento dei microinquinanti”.

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