Sono entrati in funzione i filtri a carboni attivi anti Pfas nel nuovo centro idrico di Canove di Arzignano (VI) gestito da Acque del Chiampo e le analisi confermano l’abbattimento della presenza di microinquinanti. A metà gennaio è stato avviato il nuovo sistema di filtraggio, anticipando i tempi rispetto al completamento del centro idrico, la cui realizzazione ha subito ritardi a causa del ritrovamento di reperti archeologici durante gli scavi.
Efficientamento del sistema acquedottistico
I lavori ora proseguiranno con il completamento del centro idrico che potenzierà il sistema acquedottistico e a regime sarà in grado di trattare oltre 2,7 miliardi di litri di acqua ogni anno filtrata dai carboni attivi. Il progetto complessivo prevede la realizzazione di un serbatoio di accumulo da 7.700 metri cubi, la rigenerazione dei pozzi esistenti e la sostituzione delle pompe sommerse. Il centro sarà in parte alimentato da energia pulita, grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di oltre 35 kW/h.
Assenza totale di Pfas con filtri in opera
Le analisi effettuate tra il 28 gennaio e il 4 febbraio dopo l’avvio dei filtri a carboni attivi su 9 luoghi nel territorio comunale serviti da Canove hanno confermato l’assenza di sostanze perfluoroalchiliche nella rete. Nel dettaglio, i prelievi sono stati effettuati per la rete servita da Conove agli impianti sportivi di Tezze, al serbatoio di via Cinto a Restena, alla scuola Girotondo di via Scamozzi a Costo, alla scuola Giuriolo in via Maffei, all’ITTE Galilei di via Vicenza, alla scuola San Rocco di via Trento, alle scuole elementari di Villaggio Giardino, alla scuola De Amicis di via Umbria a San Bortolo, alla scuola Fogazzaro di corso Mazzini
Anche senza filtri Pfas sotto i limiti
Gli altri cinque prelievi hanno riguardato la rete servita dai centri idrici Grumello e Fongari che saranno dotati di filtri entro la fine dell’anno, rilevando tracce di Pfas al di sotto dei limiti fissati dalla normativa. All’uscita del pozzo Grumello la dei somma di Pfas è stata di 0,02 microgrammi/litro (limite normativo: 0,1), i Pfos sono arrivati a 7 nanogrammi/litro (limite normativo: 30), la somma di Pfoa e Pfos ha riportato un valore di 7 nanogrammi/litro (limite normativo: 90). All’uscita del serbatoio di Pugnello: la somma di Pfas era 0,01 microgrammi/litro (limite normativo: 0,1), Pfos e somma di Pfoa e Pfos non sono stati rilevati. All’uscita del serbatoio Fongari la somma di Pfas segnava 0,04 microgrammi/litro (limite normativo: 0,1), Pfos non sono stati rilevati e la somma di Pfoa e Pfos si è fermata a 16 nanogrammi/litro (limite normativo: 90). Alla scuola San Zeno la somma di Pfas aveva un valore di 0,04 microgrammi/litro (limite normativo: 0,1), i Pfos erano 9 nanogrammi/litro (limite normativo: 30) e la somma di Pfoa e Pfos era pari a 16 nanogrammi/litro (limite normativo: 90) Presso un’azienda in zona Main la somma di Pfas era pari a 0,03 microgrammi/litro (limite normativo: 0,1), Pfos a 8 nanogrammi/litro (limite normativo: 30) e somma di Pfoa e Pfos a 8 nanogrammi/litro (limite normativo: 90).
Dieci milioni di euro per la qualità dell’acqua
“Ho personalmente richiesto ad Acque del Chiampo, delle analisi di dettaglio su ben 14 punti sparsi nelle frazioni di Arzignano, per poter avere il quadro completo dei miglioramenti attuati – commenta la sindaca di Arzignano, Alessia Bevilacqua –. I risultati delle analisi eseguite sono soddisfacenti e confermano l’efficacia dei filtri a carbone attivo installati presso il Centro Idrico Canove, un progetto del valore di quasi dieci milioni di euro, iniziato nel 2021, e che oggi fornisce acqua pulita al 78% dell’acquedotto di Arzignano. Entro il 2025 ho chiesto inoltre ad Acque del Chiampo di concludere l’installazione dei filtri anche nei due restanti centri idrici “Grumello” e “Fongari” per completare questo importante intervento di messa in sicurezza dell’acquedotto, reso necessario a causa dell’inquinamento PFAS causato dalla Miteni di Trissino”.
Sicurezza dell’approvvigionamento idrico
“Con l’entrata in funzione dei filtri di Canove, prosegue la messa in sicurezza dai Pfas di tutte le fonti di approvvigionamento dell’acquedotto, in attesa della fornitura di acqua priva di Pfas dalle fonti idropotabili che la Regione individuerà – commentano il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia, e il direttore generale, Andrea Chiorboli –. Acque del Chiampo ha sempre dato priorità agli interventi anti Pfas, con oltre 37 milioni di euro tra costi e investimenti realizzati e programmati tra il 2013 e il 2029 e fino ad ora le analisi del nostro laboratorio, dell’Ulss e degli altri enti competenti non hanno mai rilevato la presenza di Pfas al di sopra dei limiti normativi”.