24/07/2025
Servizi a Rete

Acque del Chiampo: il responsabile del laboratorio di Massimo Fant tra gli esperti dell’ISS

Prosegue anche a livello nazionale l’impegno di Acque del Chiampo per eliminare l’inquinamento da Pfas. Il responsabile del laboratorio interno, Massimo Fant, è stato chiamato dal Centro Nazionale Sicurezza Acque (CeNSiA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a far parte del “Gruppo nazionale di esperti per le sostanze polifluoroalchiliche (PFAS) nelle acque destinate al consumo umano”.  L’obiettivo del gruppo, in fase di costituzione in attuazione della Direttiva Europea 2020/2184 e del Decreto Legislativo 18/2023, è creare un coordinamento per affrontare l’evoluzione normativa europea e nazionale sui Pfas che sta portando ad un aumento di monitoraggi e controlli e a un restringimento dei limiti.

Attività a tutela della salute e dell’ambiente

“Alla luce del quadro regolatorio in rapido sviluppo – si legge nella lettera dell’Istituto Superiore di Sanità che ha individuato il gruppo di esperti insieme al Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), ad autorità ambientali nazionali e territoriali, università e Utilitalia – risulta fondamentale garantire un approccio coordinato a livello nazionale, fondato su metodologie analitiche sfidanti rispetto agli obiettivi ed alle performance richieste per fini di indagini e controllo, associato a strumenti di valutazione delle performance laboratoriali per garantire ed armonizzare le azioni di sorveglianza a protezione della salute pubblica e dell’ambiente”.

Trovare soluzioni per un problema diffuso

“Dal 2013 siamo in prima linea per combattere l’inquinamento da Pfas – commenta il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia –. In questi anni Acque del Chiampo ha investito oltre 37 milioni di euro in opere e attività anti Pfas, contando sull’impegno quotidiano di tecnici e operatori. La nomina del nostro responsabile di laboratorio nel Gruppo nazionale di esperti è il riconoscimento per un’attività che ha raggiunto livelli di eccellenza nazionale e internazionale. Mettiamo volentieri a disposizione dell’Istituto Superiore di Sanità la nostra esperienza, con l’augurio che possa essere utile per il nostro territorio e per aiutare altre zone a trovare soluzioni per un problema che sta emergendo in modo preoccupante in diverse regioni italiane”.

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