31/03/2026
Servizi a Rete

Acea chiude il 2025 con risultati ai massimi storici

Acea archivia un 2025 con risultati ai massimi storici, come raccontano i numeri del bilancio approvato dal Consiglio di amministrazione. Il gruppo capitolino ha chiuso l’anno con l’Ebitda consolidato pro-forma che ha raggiunto gli 1,420 miliardi di euro, in crescita del 6,8% rispetto al 2024 e con l’utile netto pari a 481 milioni, salito di ben il 45%, grazie anche alla plusvalenza generata dalla cessione a Terna della rete in Alta Tensione.

Le attività regolate spingono la crescita

Risultati frutto di un processo di trasformazione operativa e organizzativa finalizzato al rafforzamento dell’efficienza nei servizi e al consolidamento del ruolo di operatore regolato. Un percorso sostenuto da una costante attenzione all’innovazione tecnologica, alle persone e dalla piena integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali, a supporto di una costante creazione di valore per tutti gli stakeholder. Non a caso le attività regolate continuano a rappresentare la componente prevalente del gruppo, contribuendo per l’88% dei ricavi complessivi, con il settore idrico (Acqua Italia), in particolare, che ha generato il 58% dell’Ebitda consolidato, reti e illuminazione pubblica il 32% e ambiente il 6%.

Investimenti per oltre 1,5 miliardi, all’idrico la quota maggiore

In crescita anche gli investimenti, che hanno toccato quota 1,531 miliardi, il 6% in più sul 2024, e destinati prevalentemente ai business regolati.  Più nel dettaglio, il settore idrico ha assorbito la quota principale del volume, con 890,8 milioni di euro destinati allo sviluppo e all’ammodernamento delle reti e degli impianti. Nel corso del 2025 il sistema acquedottistico gestito dal Gruppo ha erogato circa 600 milioni di metri cubi di acqua potabile, mentre gli impianti di depurazione hanno trattato circa 770 milioni di metri cubi di reflui. Sono state sviluppate anche iniziative nel riutilizzo delle risorse idriche: 4,4 milioni di metri cubi di acqua riciclata sono stati recuperati e riutilizzati, con un incremento del 29% rispetto al 2024, coprendo circa il 90% dei consumi idrici per usi industriali. Sempre nell’idrico il Gruppo ha avviato un processo di internalizzazione delle competenze lungo l’intera catena del valore, anche attraverso l’acquisizione di Aquanexa. La società inoltre ha partecipato alla Cabina di Regia del Piano Mattei, e si è aggiudicata la gara per il progetto di potenziamento dell’infrastruttura idrica di Brazzaville, nella Repubblica del Congo.

I settori elettrico e ambientale

Nel settore elettrico gli investimenti sono stati pari a 384,7 milioni, dedicati al potenziamento e all’ammodernamento delle reti, in linea con le esigenze della transizione energetica e con gli indirizzi del Piano Industriale focalizzato sulle infrastrutture regolate. Mentre 116,5 milioni sono andati al comparto Ambiente, focalizzati sul miglioramento della performance e sull’ampliamento della capacità di trattamento dei rifiuti. Nel 2025 è arrivato il via libera della Conferenza dei Servizi al nuovo termovalorizzatore di Roma e al rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie per la sua costruzione. Nell’ambito dei servizi ambientali il Gruppo ha avviato, inoltre, un percorso all’insegna dell’innovazione, con l’introduzione della robotica e dell’automazione degli impianti, orientato a una gestione dei rifiuti più moderna, efficiente e sostenibile.

Risultati ai massimi storici

«Il 2025 è per Acea un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali – ha commentato Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea –. Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale».

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