01/10/2026
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A2A presenta il “Progetto Teti” per la gestione dei sedimenti negli invasi idroelettrici

A2A porta per la prima volta in Italia una tecnologia che ridefinisce la manutenzione degli invasi idroelettrici: il Progetto Teti. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, è in corso la sperimentazione pilota di un robot subacqueo, sviluppato in collaborazione con Watertracks, società francese specializzata in soluzioni robotiche, che rimuove i sedimenti dal fondale del bacino senza necessità di svuotarlo. Un’iniziativa che conferma l’impegno di A2A nella gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche, in un momento in cui il cambiamento climatico rende sempre più urgente tutelare l’acqua, risorsa strategica per l’energia, per l’agricoltura e per gli usi potabili.

Il funzionamento della tecnologia e i risultati già visibili

Il cuore dell’innovazione è un robot cingolato che opera direttamente sul fondale dell’invaso, a circa 80 metri di profondità, mantenendo l’impianto sempre operativo, senza fermi produttivi legati allo svuotamento del bacino. Due frese rotanti laterali smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa e trasferito in un’area dedicata dell’invaso, lontano dalle prese d’acqua, evitandone l’ostruzione. Il sistema è inoltre dotato di sensori avanzati che permettono, tramite una control room, il monitoraggio da remoto e in tempo reale dei parametri operativi, come portata e concentrazione dei detriti aspirati. Un’innovazione, alimentata interamente a energia elettrica, con un basso impatto sia sotto il profilo paesaggistico, poiché l’attività si svolge in modo sommerso e con un cantiere dagli spazi contenuti; sia ambientale, perché evita l‘intorbidimento dell’acqua salvaguardando la fauna lacustre. La sperimentazione ha già portato alla rimozione di oltre 10.000 metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano, un dato che conferma l’efficacia della tecnologia fin dalle prime fasi di test e apre la strada a una sua applicazione su scala più ampia.

Una nuova visione del trattamento e riutilizzo dei sedimenti

Fino ad oggi, la rimozione dei sedimenti è stata affidata prevalentemente alla fluitazione: un’operazione che richiede lo svuotamento dell’invaso e l’utilizzo dell’acqua stessa per trasportare a valle il materiale. Si tratta di un intervento necessario per garantire la funzionalità delle infrastrutture, ma piuttosto lungo, che riduce temporaneamente la disponibilità della risorsa idrica per la produzione di energia e per altri usi fondamentali, come quello idropotabile e agricolo, con ricadute anche sul paesaggio. Il Progetto Teti supera questi limiti, offrendo una gestione degli invasi più efficiente, continua e sostenibile. Apre, inoltre, una prospettiva di più ampio respiro: la possibilità di costruire una filiera strutturata per il trattamento e il riutilizzo dei sedimenti, superando la logica della semplice rimozione a favore di una loro valorizzazione secondo i principi dell’economia circolare.

Innovazione e robotica per una gestione efficiente degli invasi

“L’idroelettrico rappresenta una fonte di energia rinnovabile strategica per l’Italia, e la disponibilità di acqua ne è la condizione essenziale – commenta Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A –. Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere più efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori. Conclusa con successo la sperimentazione presso la diga di Cancano, intendiamo mettere a disposizione il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale. Questa soluzione dimostra come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti a supporto dello sviluppo e della competitività del Paese: anche per questo lo scorso anno abbiamo lanciato A2A Life Ventures, il nostro veicolo societario integrato di open innovation“.

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