Un unico impianto più efficiente progettato per migliorare la tutela ambientale del territorio e che fa compiere un passo in avanti nel superamento delle infrazioni europee. È il nuovo depuratore realizzato da A2A Ciclo Idrico a Pralboino, in provincia di Brescia, che, oltre allo stesso comune, serve anche il territorio di Pavone Mella. Un progetto, nato in collaborazione con l’Ufficio d’Ambito di Brescia, la cui realizzazione ha richiesto un investimento di 12,1 milioni di euro, dei quali 9,7 finanziati tramite Pnrr. Spesa alla quale si aggiungono 8,9 milioni di euro, destinati alle opere di collettamento fognario.
Efficienza e sostenibilità
L’impianto ha una capacità di trattamento pari a 12.000 abitanti equivalenti e utilizza un sistema a fanghi attivi di ultima generazione, è articolato in diverse fasi, dalla grigliatura alla filtrazione finale, fino alla disinfezione con raggi UV. L’acqua trattata viene restituita al fiume Mella con standard qualitativi elevati ed è potenzialmente riutilizzabile anche in agricoltura. Per la sua realizzazione, che ha richiesto due anni di lavoro, è stata dedicata particolare attenzione alla sostenibilità energetica. L’impianto è infatti dotato di un sistema fotovoltaico da 400 kW che consente di coprire il fabbisogno energetico annuo, rendendolo autosufficiente e in linea con le più recenti direttive europee.
La posa del collettore fognario
Efficiente e all’avanguardia, il nuovo depuratore ha permesso la dismissione di due vecchi impianti, consentendo anche di superare le infrazioni europee che gravavano sul territorio, la Pavone Mella 2059/2014 e la Pralboino 2181/2017, e di garantire il trattamento di reflui che in precedenza non venivano depurati. Oltre alla costruzione del depuratore, A2A Ciclo Idrico sta portando avanti la posa di 6.880 metri di nuove reti fognarie e 3 stazioni di sollevamento, necessarie a convogliare i reflui di Pavone Mella e Pralboino verso il nuovo impianto. I lavori hanno raggiunto il 20% di avanzamento, con il primo impianto di Pralboino già dismesso e collegato alla nuova rete.
Depuratori perni di economia circolare
«L’attuale scenario europeo richiede una trasformazione profonda del settore del trattamento delle acque reflue, elevando il comparto depurativo a pilastro centrale per il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, decarbonizzazione e adattamento ai cambiamenti climatici – ha commentato l’amministratore delegato di A2A Ciclo Idrico, Tullio Montagnoli –. Oggi i depuratori non sono più solo infrastrutture tecniche, ma veri e propri nodi di economia circolare: trasformano i reflui in risorsa, rendendo possibile il riutilizzo dell’acqua e la valorizzazione dei fanghi. Un passaggio fondamentale se si considera che in Italia circa 1,3 milioni di cittadini non sono ancora serviti da sistemi di depurazione e che per il 30% della popolazione il servizio non è adeguato».
Il percorso per uscire dall’infrazione Ue
Il nuovo depuratore di Pralboino fa parte di un più ampio piano di investimenti portato avanti da A2A Ciclo Idrico. Negli ultimi anni la società ha investito oltre 200 milioni di euro per superare le infrazioni europee. Il Piano Industriale al 2035 prevede ulteriori 500 milioni di euro nel ciclo idrico bresciano, dei quali 80 milioni dedicati proprio al completamento delle opere ancora necessarie per far fronte alle procedure di Bruxelles. Quello di Pralboino è uno dei nove impianti già entrati in funzione nell’ambito di questo percorso, insieme a quelli già realizzati a Bagnolo Mella, Nuvolera, San Paolo, Gavardo, Offlaga, Alfianello, Vobarno e Calvisano. Entro l’anno è prevista l’inaugurazione di ulteriori depuratori, tra cui Visano e Mazzano.