Il MASE stanzia 60 milioni di euro a sostegno di interventi di riuso delle acque affinate. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto del Ministero che illustra i parametri di riparto del nuovo fondo triennale destinato alle Regioni per incrementare l’utilizzo delle acque reflue depurate e trattate. Il Fondo è alimentato con risorse derivanti dai proventi delle aste relative al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), in coerenza con le politiche ambientali e climatiche nazionali ed europee. Il provvedimento si inserisce nella più ampia riforma del Regolamento UE 2020/741, che impone rigidi standard di qualità a garanzia della sicurezza e della salubrità delle acque depurate.
Suddivisione delle risorse economiche
Il decreto stabilisce come verranno distribuiti i 60 milioni di euro stanziati per potenziare il sistema idrico nazionale nel triennio 2025-2027: 12 milioni di euro per l’anno 2025 e 24 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Questi fondi sono destinati alle Regioni per lo sviluppo di infrastrutture che permettano di evitare la dispersione dell’acqua trattata, trasformandola in una risorsa utilizzabile.
Obiettivi della misura
Il decreto non mira solamente a favorire la depurazione delle acque, ma vuole migliorare le attività che riguardano il loro affinamento per usi specifici. Gli interventi finanziati dovranno postare ad un incremento del riuso delle acque per scopi irrigui, contrastando la siccità e riducendo il prelievo da falde e fiumi; industriali, nei processi produttivi e di raffreddamento, e civile, per l’irrigazione del verde pubblico o il lavaggio delle strade. Per raggiungere questo traguardo i depuratori esistenti dovranno essere trasformati in “fabbriche verdi”, capaci di recuperare anche energia e nutrienti, in un’ottica di economia circolare.
Parametri per la selezione dei beneficiari
La suddivisione dei fondi tra le Regioni seguirà criteri tecnici che premiano: la capacità di ridurre le procedure di infrazione UE sulla depurazione; l’efficienza tecnologica nel garantire standard di sicurezza elevati per la salute umana e l’ambiente e la coerenza con gli obiettivi del PNRR. In parallelo, il Decreto Milleproroghe ha esteso al 31 dicembre 2026 la possibilità di riutilizzare a scopi irrigui le acque reflue depurate, semplificando temporaneamente le procedure burocratiche.