2i Rete Gas, il secondo distributore di gas naturale in Italia, ha ottenuto da un pool di istituti bancari un finanziamento revolving da 200 milioni di euro. Il contratto sottoscritto prevede che la linea di credito, subordinatamente al soddisfacimento delle condizioni previste, possa in futuro essere qualificata come “sustainability-linked”, ovvero collegata a un meccanismo di sconti e premi al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.
Si prepara l’ingresso in Borsa
La società, controllata in maggioranza dal colosso infrastrutturale F2i sgr (63,9%) e partecipata dal fondo pensione olandese APG Asset Management e dal gruppo francese di private equity Ardian, tramite Finavias, a fine febbraio ha avviato il processo propedeutico alla quotazione su Euronext Milan. L’obiettivo è di collocare azioni per un controvalore pari a 600 milioni di euro all’inizio dell’autunno sulla base di una valutazione complessiva di 5 miliardi, che comprende circa 3 miliardi di debito. Un’operazione i cui proventi serviranno a finanziare la crescita della società, in Italia e all’estero, e in particolare a sostenere i progetti di transizione energetica e di sviluppo di soluzioni sostenibili.
L’ingresso in Piazza Affari sarebbe un passo importante per l’azienda, che si prepara a giocare un ruolo da protagonista nella decarbonizzazione del settore energetico e nella sfida per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Nel mirino di Italgas
Sempre su 2i Rete Gas c’è inoltre l’offerta di acquisto da parte di Italgas, che avrebbe presentato una proposta preliminare, valorizzando la società tra i 4 e i 5 miliardi di euro. Un’operazione però che, aggregando i primi due campioni nazionali della distribuzione, potrebbe incontrare ostacoli da parte dell’Antitrust.
Solidità finanziaria
2i Rete Gas può comunque contare su una solida base finanziaria. Il 2023 è stato chiuso con un utile di 182,1 milioni, un ebitda di 546,3 milioni e ricavi rettificati, al netto delle componenti contabili, a 815 milioni di euro, in crescita dell’11,7%. L’incremento registrato, pari a 85,5 milioni di euro, è legato soprattutto alla gestione, per l’intero esercizio degli impianti, della gara vinta dell’Atem Napoli 1 e dal riconoscimento di una remunerazione legata al valore residuo dei contatori elettronici, la cui sostituzione è avvenuta in anticipo rispetto al termine della vita utile.
Crescono gli investimenti
È aumentato anche il debito finanziario netto, +2,1%, passato da circa 3,2 miliardi di euro del 2022 a quasi 3,3 miliardi di euro a fine 2023, in gran parte dovuto all’incremento degli investimenti operativi. In tema di debito, la società lo scorso anno ha collocato un nuovo bond da 550 milioni di euro, con scadenza a giugno 2033, che è stato quotato nel mercato Euronext Dublin. Il bond era stato lanciato insieme all’annuncio di un’offerta di riacquisto del bond da 600 milioni di euro con cedola 3% e scadenza a luglio di quest’anno sino a un massimo di 300 milioni di euro. Il bond in questione era parte dell’emissione inaugurale da 1,35 miliardi di euro complessivi di 2i Rete Gas condotta nel luglio 2014 per rifinanziare il debito bancario e che comprendeva anche un altro bond da 750 milioni a scadenza luglio 2019.